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Audizione del 26 novembre 2019, di fronte alla Commissione Istruzione pubblica, beni culturali

Nuovo Esame di Stato: intervento di AID al Senato

Nuovo Esame di Stato: intervento di AID al Senato

Il 26 novembre scorso, l'Associazione Italiana Dislessia è stata ascoltata in audizione dalla 7^ Commissione del Senato (Istruzione pubblica, beni culturali), in merito agli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione (maturità). 

In rappresentanza di AID è intervenuta Maria Rita Salvi, dirigente scolastica.

Lo svolgimento dell'esame di Stato del secondo ciclo è stato recentemente innovato da circolare MIUR nei seguenti punti:

  • abolizione delle tre buste a sorteggio per l'esame orale
  • obbligatorietà di partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove INVALSI come requisito per l'ammissione dei candidati all'esame di stato.
  • reinserimento della traccia di ambito storico tra quelle della prova scritta di italiano

AID, che è stata chiamata a esprimere la propria posizione relativa alla tutela dei diritti degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, non oppone un giudizio critico relativo al testo normativo recentemente innovato.

Tuttavia l'associazione evidenzia alcune incongruenze che potrebbero rivelarsi estremamente pregiudizievoli per gli studenti con DSA.

  • In primo luogo è stato evidenziato che sia la sussistenza delle prove miste (seconda prova scritta, ad es. latino e greco al classico, matematica e fisica allo scientifico) sia l’aumentato “peso” della media scolastica relativa al pregresso percorso scolastico, possono costituire un elemento di complessità per gli studenti con disturbo specifico di apprendimento, il cui percorso scolastico è comunque reso molto difficile dalle differenze neurologiche che li caratterizzano.

  • Altro elemento di disorientamento è costituito dalla difformità della normativa relativa agli esami di primo e secondo grado, in merito all'insegnamento della lingua inglese. Nel primo grado infatti l’esonero dall’apprendimento della lingua inglese consente comunque allo studente di conseguire il titolo di studio legale, mentre nel secondo ciclo (superiori) questa stessa condizione non è tutelata e quindi gli studenti che sono esonerati dall’insegnamento della lingua inglese non conseguono il Diploma, ma un semplice Attestato di frequenza. E’ evidente che la mancata congruenza fra le due situazioni rende poi estremamente difficile rendere effettiva la possibilità di conseguire il titolo di studio del secondo ciclo se gli apprendimenti della seconda lingua non possono contare sui percorsi scolastici precedenti.

In sintesi AID evidenzia che la normativa, pur con le contraddizioni prima indicate, sia adeguata. Il vero problema risiede nelle pratiche quotidiane, lontane da quegli obiettivi che la normativa vuole tutelare.

Più che focalizzare l’attenzione su ulteriori modifiche legislative, l'associazione riterrebbe opportuno che venissero attivati meccanismi di controllo e orientamento dei docenti.

Ci si riferisce non tanto alle attività di formazione, più o meno sviluppate, ma a vere e proprie strutture, o soggetti, che possano affiancare le scuole, orientarne le pratiche, uniformare le tutele, supportare quel cambiamento culturale che è la sola garanzia di una sostanziale ed efficace tutela del diritto allo studio di tutti gli studenti, anche e soprattutto quelli con disturbi specifici di apprendimento.

Guarda il video dell'intervento di Maria Rita Salvi

Per il video integrale dell'audizione, clicca qui

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