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Presentato dalla vicepresidente del Senato Anna Rossomando

AID chiede al governo di sostenere l’emendamento sugli adulti con DSA

AID chiede al governo di sostenere l’emendamento sugli adulti con DSA

In Italia, secondo stime attendibili, ci sono un milione e duecentomila lavoratori con DSA e persone con DSA in cerca di occupazione attualmente privi di diritti. Basterebbe dare loro i giusti strumenti per compensare le proprie difficoltà nei colloqui di lavoro e nelle aziende dove sono già assunti, in modo da far emergere appieno la loro professionalità.

L'emendamento

E' per questi motivi che l’Associazione Italiana Dislessia ritiene fondamentale che il Parlamento tutto, con uno spirito bipartisan, e il governo sostengano l’emendamento alla legge di Bilancio presentato dalla vicepresidente del Senato Anna Rossomando.

“Se venisse approvato quest’emendamento” - dichiara il presidente dell’AID Andrea Novelli - “sarebbe bandita ogni forma di discriminazione nei confronti dei lavoratori con DSA, assicurando loro uguali opportunità di sviluppo delle proprie capacità e uguale accesso al mondo del lavoro”.

In un’ottica inclusiva, le imprese dovranno garantire che il responsabile dell'inserimento lavorativo aziendale crei l'ambiente più adatto per l'inserimento e la realizzazione professionale dei lavoratori con DSA, che liberamente decidano di essere riconosciuti come tali.

I diritti degli studenti universitari con DSA

L’emendamento prevede anche altri fondamentali diritti che riguardano nel complesso il mondo degli adulti con DSA. A cominciare dagli studenti universitari con DSA, oggi 16 mila iscritti.

Molti giovani non riescono ad accedere ai corsi di laurea desiderati per la mancanza di strumenti adeguati di supporto nei test di ingresso e, una volta superato questo scoglio, negli esami universitari. Per i test di ingresso gli strumenti concessi sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli sanciti dalla legge 170/2010 in ambito scolastico e gli strumenti compensativi e le misure dispensative negli esami sono assicurati a discrezione dei docenti. Insomma, non esiste certezza di diritto.

Per questo l’emendamento prevede che la 170, ed il successivo decreto MIUR n. 5669 del 12 luglio 2011 con le allegate Linee guida, si applichino anche ai test d’ingresso per l’università, compresi i test di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale, e agli esami universitari.

Le certificazioni per gli adulti

L’emendamento affronta infine il tema fondamentale delle certificazioni diagnostiche per gli adulti, senza le quali non viene riconosciuto alcun diritto, a cominciare dall’uso degli strumenti nei concorsi pubblici. Ad oggi i centri che fanno diagnosi agli adulti sono molto pochi e tra quei pochi molti sono a pagamento; quindi, difficilmente accessibili per chi ha un reddito basso. Per questo l’emendamento prevede l’esistenza di un centro diagnostico pubblico, a carico del Servizio sanitario nazionale, in ogni regione d’Italia.

“Sono misure di civiltà” - dice il presidente dell’AID Andrea Novelli ”che colmano a dieci anni di distanza un vuoto legislativo lasciato dalla legge 170 che ha dato importanti diritti agli studenti nel mondo della scuola ma non ha previsto tutele per il mondo universitario e del lavoro. Crediamo che la politica debba finalmente farsene carico”.