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Analisi e confronto delle statistiche degli ultimi 3 anni scolastici

Studenti con DSA in Italia: i dati MIUR per l’AS 2016/2017

Studenti con DSA in Italia: i dati MIUR per l’AS 2016/2017

L'ufficio Statistica e Studi del MIUR ha pubblicato il report "Alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)", AS 2016/2017. 

Dal report risulta che nell’anno scolastico 2016-2017, le certificazioni DSA (relative a dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia) sono state 254.614, su una popolazione studentesca di 8.660.574, che corrisponde (in media) al 2,9% (colonna verde, tabella 1).

Tuttavia, per rappresentare al meglio la reale situazione nelle scuole italiane, occorre un’analisi ed interpretazione più approfondita dei dati presentati dal MIUR, anche attraverso un confronto fra il numero delle certificazioni raccolte per tre anni scolastici consecutivi: 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017.

Dati MIUR 2016/2017: analisi e confronto con i due anni scolastici precedenti

Nell’elaborazione dei dati forniti dal MIUR, abbiamo applicato lo stesso metodo di analisi utilizzato per i dati AS 2015/2016, in questo articolo.

Poiché l’iter di certificazione molto raramente si avvia nella scuola dell’infanzia, nonché raramente prima della terza classe della scuola primaria, abbiamo introdotto due correzioni per ricalcolare la frazione di studenti con DSA:

  • la prima esclude dal calcolo i dati relativi alla scuola dell’infanzia (ovvero 774 certificazioni su una popolazione studentesca di 1.518.843), questo perché in quella età solo i casi più evidenti vengono intercettati. Quindi includere questi pochi casi nel calcolo, rischierebbe di non far comprendere l’effettiva frazione di ragazzi e ragazze con DSA.
  • la seconda corregge la popolazione della scuola primaria. Essa complessivamente ammonta a 2.764.810 unità, tuttavia le certificazioni DSA avvengono generalmente dopo la seconda classe; Quindi l’effettiva popolazione degli alunni, alla quale corrispondono le certificazioni, è quella corrispondente alle classi terze, quarte e quinte. Siccome al momento i dati del MIUR non sono ripartiti per singola classe, la correzione consiste nel prendere i 3/5 del totale, ovvero 1.658.886 unità.

in tal modo la frazione di studenti DSA relativa solo agli alunni primaria e secondaria risulta pari a:

  • 3.6% con la prima correzione – (colonna azzurra, (*) in tabella)
  • 4,2% con entrambe le correzioni - (colonna viola, (**) in tabella)

Tabella 1

Dai valori presentati in tabella si può osservare che gli incrementi annuali, sia per i dati calcolati sull’intera popolazione scolastica senza correzione, sia per i dati “corretti”, sono sempre al di sotto di un punto percentuale; nello specifico per i valori corretti gli incrementi sono pari 0.6%.

Quindi non vi sono motivi per parlare di “boom di diagnosi”, come annunciato da alcuni articoli allarmistici della stampa, anche considerando che la European Dyslexia Association (EDA) stima la prevalenza generale dei soggetti con DSA tra il 5% e il 12%.

Analisi dei dati per ciclo scolastico

Guardando ai dati 2016/2017, con le due correzioni sopra citate, la percentuale più alta di alunne e alunni con DSA si trova nella scuola secondaria di 1° grado la cui frazione è pari al 5,4% dei frequentanti, contro il 4,0% della secondaria di 2° grado e 3.2% della primaria (grafico 1, sotto riportato).

Grafico 1

Dal grafico sopra riportato si evidenzia:

  • che nella scuola secondaria di 1° grado, si trova la proporzione più alta di alunni con certificazione DSA.
  • Il maggior incremento della proporzione di alunni e alunne con DSA si osserva nella scuola secondaria di 2° grado; infatti, in due anni (ovvero fra AS.2014/15 e AS.2016/17) la percentuale di studenti con certificazione DSA si è incrementata 0.6% nella primaria, del 1,2% nella secondaria di 1° grado e del 1.5% nella scuola secondaria di 2°grado.

La maggior proporzione di studenti DSA nella scuola secondaria di 1° grado, può essere (in parte) spiegata con il ritardo della prima certificazione che non avviene nella scuola primaria, ma nella scuola secondaria di 1° grado (più raramente nella scuola secondaria di 2° grado).

Mentre il maggiore incremento osservato nella scuola secondaria di 2° può essere (in parte) spiegato con un effetto di “accumulo” dovuto a una più lunga permanenza degli studenti con DSA nella scuola secondaria di 2°grado, per effetto combinato del rallentamento dei percorsi scolastici degli studenti con DSA (determinati dalle bocciature), e dalla progressiva riduzione del fenomeno dell’abbandono scolastico rispetto al passato, abbastanza diffuso nella scuola secondaria di 2° grado.

Quindi, questi tre fattori:

  • ritardo nella prima certificazione
  • allungamento dei percorsi scolastici
  • riduzione dell’abbandono scolastico

combinati con l’accresciuta capacità del personale docente di individuare correttamente e avviare all’iter di certificazione, possono spiegare:

  • i picchi di prevalenza osservati nella scuola secondaria di 1° grado
  • l’incremento delle percentuali nella scuola secondaria di 2° grado.

Analisi dei dati per distribuzione territoriale

A livello territoriale, anche i dati dell’AS 2016/2017 mostrano una forte discrepanza nord-sud, ed est-ovest, infatti le alunne e gli alunni con DSA sono maggiormente presenti nelle regioni del Nord-Ovest (4,5% sul totale della popolazione studentesca), seguite dalle regioni del Centro (3,5%), del Nord-Est (3,3%) e del Sud (1,4%).

I valori di prevalenza DSA, per le regioni del Mezzogiorno, molto più bassi rispetto a quelli calcolati a livello nazionale sembrano denunciare un marcato fenomeno di sotto-certificazione.

Aumento delle diagnosi DSA nella scuola italiana: una riflessione sui dati e sull’iter di certificazione

Sebbene sia indiscutibile che dal 2010 si osservi una progressiva crescita del numero certificazioni di DSA, tuttavia questa crescita, come evidenziato dall’analisi statistica precedente, oltre a non poter essere definita “esplosione”, risulta ampiamente giustificata dall’introduzione della legge 170/2010 e dal ruolo assunto della scuola e degli insegnanti.

Come lo stesso ufficio statistico del MIUR evidenzia nell’ultimo rapporto:

“la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti delle alunne e degli alunni con questi disturbi, con più formazione per il corpo docente e una sempre maggiore individuazione dei casi sospetti.”

Come abbiamo già avuto modo di precisare, la scuola, in questi anni, ha avuto un ruolo determinante nella presa in carico degli alunni con DSA: ad essa sono state richieste competenze organizzative, metodologiche, didattiche e valutative che hanno portato ad una maggiore attenzione nei confronti degli alunni con difficoltà di apprendimento e quindi ad una maggiore individuazione di casi sospetti di DSA e alla loro segnalazione alle famiglie con il conseguente riferimento ai servizi sanitari per avviare il percorso per una eventuale certificazione (come indicato dall’Articolo 2 comma 1 del D.M. N° 5669 12/7/2011).

Il fenomeno dell'aumento delle certificazioni può sollevare alcune comprensibili preoccupazioni, come ad esempio quella di una "corsa" alla "certificazione facile" e ai conseguenti benefici previsti dalla Legge 170/2010 (ad es., misure compensative e dispensative), oppure la preoccupazione di "forzature" per fare rientrare nei DSA altre condizioni, che avrebbero minori garanzie di tutela dalle normative sui Bisogni Educativi Speciali (BES).

Tuttavia l’aumento delle certificazioni è fisiologico ed è indice di una evoluzione:

  • sia della sensibilità dei clinici (oltre che di genitori ed insegnanti) nel riconoscere questi disturbi,
  • sia della capacità di certificare correttamente il disturbo.

Non dimentichiamo che fino a pochi anni fa, prima delle Consensus Conference sui DSA che hanno definito i criteri e i protocolli diagnostici, le diagnosi di DSA erano relativamente infrequenti rispetto alle prevalenze attese e tuttora in alcune regioni italiane non raggiungono l’1%, ben al disotto delle stime epidemiologiche degli altri paesi europei che si collocano tra il 5% e il 12%.

Inoltre, sottolineiamo che il fenomeno dell’(apparente) aumento della prevalenza dei DSA non è solo italiano, infatti l’ultima revisione del Manuale Diagnostico e Statistico dell’Associazione degli Psichiatri Americani (APA, DSM 5, 2013) ha innalzato le stime di prevalenza di questi disturbi dal 2-10% (APA, DSM 4-TR, 2000) al 5-15%.

Ricordiamo, infine, che la certificazione DSA in Italia viene eseguita da un team multidisciplinare (Neuro Psichiatra Infantile, psicologo, logopedista) seguendo precisi criteri e protocolli, elaborati dalle Conferenze di Consenso (2007, 2010, 2011).

L’utilizzo di strumenti standardizzati e condivisi riducono quasi a zero la possibilità di certificare DSA chi non lo è, pertanto non vi è il rischio di "certificazioni facili". 

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