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Gli auguri e i consigli di AID, per l'inizio dell'anno scolastico 2021-2022

Forza ragazzi, teniamoci per mano che ricomincia il cammino!

Forza ragazzi, teniamoci per mano che ricomincia il cammino!

"Cari ragazzi, care ragazze,

lo sappiamo, è dura per tutti ricominciare dopo un’estate passata tra giochi, vacanze, divertimenti e forse non tutti hanno la spinta giusta per farlo, ma non ci dobbiamo preoccupare, perché spesso anche gli adulti, e fra gli adulti anche qualcuno dei vostri insegnanti, tornano dalla pausa estiva con un po’ di fatica e con la nostalgia delle vacanze estive.

È proprio questo che ci deve dare coraggio, perché stiamo ripartendo tutti insieme per questa nuova avventura: alunni, insegnanti e famiglie. 

La scuola non è una gara ma una palestra per conoscere sé stessi e il mondo

Infatti, la prima cosa che bisogna sapere, è che la scuola non è una gara, ma una grande palestra dove ciascuno si esercita nello sport nel quale si sente più portato.

Qui nessuno vince e nessuno perde perché semplicemente siamo tutti lì per imparare a stare insieme agli altri, innanzitutto, e per conoscere se stessi e il mondo.

È del tutto normale che qualcuno possa trovare delle difficoltà, ciascuno di noi, infatti, dà il meglio di sé in qualcosa: anche se chiedessimo di pilotare la formula uno al capitano della nazionale di calcio potremmo scoprire il suo lato debole!

Detto questo, il nostro augurio è innanzitutto di varcare la soglia della scuola a testa alta, lo sguardo vivo e il sorriso sulle labbra di chi sa che sta per cominciare un altro lungo viaggio pieno di scoperte ed emozioni, non mancherà qualche fatica ma sicuramente la vivrete in grande compagnia, e questo conforta.

State sicuri al traguardo ci arriviamo tutti!

Raccontiamo chi siamo, senza timore di chiedere aiuto

Però dobbiamo ricordare alcune cose: in primo luogo chi siamo noi e quali sono le nostre caratteristiche.

Imparare a raccontare noi stessi agli altri, che qualche volta ci guardano con un occhio distratto, o addirittura superficiale e giudicante, è fondamentale, è la base per il successo. A volte, gli altri, dagli insegnanti ai compagni di classe, ci comprendono di più se noi tiriamo fuori il coraggio di dire con serenità quello che abbiamo dentro, perciò non fatevi mancare questa forza d’animo!

Secondo consiglio: non dobbiamo mai avere paura di chiedere aiuto quando siamo in difficoltà perché nessuno ce la fa da solo, e se gli insegnanti imparano a capire le vostre esigenze forse riusciranno anche ad aiutarvi, anzi impareranno molto da voi, perché il bravo professore non sa solo insegnare, soprattutto sa imparare dai propri alunni se questi, a loro volta, sanno insegnare quali sono le paure e le emozioni che provano e le difficoltà che hanno.

Facciamo tesoro delle tecnologie digitali

Forse quest’anno partiamo anche con una piccola marcia in più, perché i due anni che abbiamo alle spalle ci hanno costretti - e hanno costretto anche molti dei vostri insegnanti - a diventare più abili nell’utilizzo di quegli strumenti digitali che noi sappiamo molto bene essere davvero utili per facilitare il nostro apprendimento.

Non chiudiamo nel cassetto la nuova abilità acquisita, ma anzi facciamola crescere, spingiamo anche gli insegnanti a fare un uso quotidiano di questi strumenti anche se, come speriamo vivamente, non saremo più costretti dall’emergenza.

Insomma, impara l’arte e non metterla da parte!

I primi passi: consegna della diagnosi, redazione del PDP, collaborazione scuola-famiglia

Adesso qualche consiglio per le vostre famiglie: avete portato la diagnosi a scuola? Non perdete tempo ma contattate immediatamente il Referente DSA dell’Istituto.

Favorite la collaborazione tra la scuola e la famiglia, anche quando la scuola non si presenta come molto collaborativa, comunicate e partecipate agli incontri che vengono proposti, siate propositivi ma non esitate a tenere alta l’attenzione se ravvisate qualche lentezza o mancanza nei confronti degli alunni.

Ricordate che lo strumento fondamentale di tutela per i ragazzi con disturbo specifico di apprendimento, cioè il Piano didattico personalizzato, deve essere redatto entro i primi tre mesi dell’anno scolastico, e che, soprattutto, non deve rimanere un mero adempimento burocratico ma deve tradursi in azioni concrete per favorire il miglior apprendimento dei nostri ragazzi.

Tutto questo sarà possibile solo se vivremo l'esperienza scolastica come un cammino comune, all’interno del quale ognuno partecipa in virtù del proprio ruolo ma con un unico obiettivo che è (o dovrebbe essere) il benessere di tutte le alunne e gli alunni e il loro successo formativo.

I servizi di AID a supporto di studenti e famiglie

Di questa grande comunità facciamo parte anche noi dell’AID, che siamo al vostro fianco per ogni necessità grazie a tutti i nostri servizi di consulenza e supporto.

Nel caso abbiate voglia o bisogno di confrontarvi anche con noi, potrete contattare la sezione AID a voi più vicina o il nostro servizio di HelplinePotete anche consultare le nostre guide, con le risposte alle domande più frequenti dei docenti e dei genitori per scuola.

Per cominciare a prendere confidenza con i libri scolastici in formato digitale e ai software compensativi, vi invitiamo a scoprire il servizio LibroAID e l’elenco dei principali programmi.

AUGURIAMO UN BUON INIZIO A TUTTE E A TUTTI, anche con i saluti del gruppo giovani AID"

Sabrina Franciosi e Paolino Gianturco, formatori scuola AID

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