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La riflessione del Consiglio Direttivo AID sull'accoglienza dei bambini e ragazzi ucraini all'interno delle scuole italiane

Costruire la pace facendo inclusione

Costruire la pace facendo inclusione

Il perdurare dell’emergenza bellica nel cuore dell’Europa, che si sta protraendo di giorno in giorno senza lasciar intravedere un minimo spiraglio di conclusione, non riesce a lasciarci indifferenti.

La crisi umanitaria, della quale stiamo avvertendo i primi segnali anche nel nostro paese, coinvolge un numero molto elevato di persone: ma le attenzioni maggiori non possono che andare ai moltissimi bambini che stanno scappando dal teatro di guerra, trovando ospitalità in tutte le regioni italiane.

Le nostre preoccupazioni riguardano innanzitutto le loro fragilità emotive, alle quali però si accompagneranno, nei prossimi tempi, notevoli problematiche anche nell’ambito dell’apprendimento.

Le aule scolastiche, infatti, sono il primo e più importante bacino di accoglienza di questi bambini e ragazzi, che si ritroveranno a dover costituire delle nuove comunità, al fianco dei nostri studenti: minori che stanno già attraversando un biennio di preoccupazioni, complessità e sacrifici dettati dalla pandemia, e che adesso dovranno affrontare un nuovo tunnel, quello della guerra vicino casa, che continuerà a gravare sui loro animi, già notevolmente in affanno.

Quali bisogni educativi sono più speciali di questi, che stanno crescendo di giorno in giorno?

Il mondo della scuola è chiamato a compiere uno sforzo ulteriore e decisivo nella direzione dell’inclusione di tutti gli studenti. Lo stesso Ministero dell’Istruzione, con la Nota n. 381 del 4 marzo scorso, ha invitato le scuole ad accogliere i numerosi minori in arrivo e a integrarli con azioni concrete all’interno delle istituzioni scolastiche, prevedendo anche degli stanziamenti dedicati all’attivazione di servizi professionali per l’assistenza e il supporto psicologico, comunicati con una successiva Nota, la n. 9584 dell’8 marzo.

La missione della nostra Associazione è quella assicurarsi che i bisogni educativi delle persone con DSA siano accolti con misure adeguate in ogni settore della vita sociale, e in modo particolare nei luoghi dell’apprendimento: per questa ragione, siamo particolarmente sensibili a questi nuovi e specialissimi bisogni educativi, che stanno abitando tutte le nostre classi, auspicando che il nostro sistema scolastico sappia riconoscerli ed accoglierli. Perché i minori - e i loro bisogni profondi - sono tutti uguali.

Il Consiglio Direttivo AID

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