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In base all'ordinanza MIUR n° 52 del 3 marzo 2021 e alla successiva nota di chiarimento

Esami di Stato per la scuola secondaria di I grado: quali indicazioni per l'AS 2020-21

Esami di Stato per la scuola secondaria di I grado: quali indicazioni per l'AS 2020-21

Il 3 marzo scorso è stata pubblicata l’Ordinanza Ministeriale n° 52, che regolamenta gli Esami di Stato nella Scuola Secondaria di primo grado AS 2020-2021, cui è seguita, due giorni dopo, una Nota di chiarimento a cura del Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione, Dott. Marco Bruschi.

Anche quest’anno le modalità per affrontare l’esame conclusivo sono fortemente condizionate dall’emergenza che stiamo vivendo: per questi motivi, l’Ordinanza prevede misure analoghe a quelle adottate nello scorso anno scolastico.

Tuttavia, a differenza di un anno fa, quando la chiusura di tutte le scuole colse quasi di sorpresa il mondo della scuola, quest’anno i contenuti del documento hanno fatto tesoro dell’esperienza vissuta e contengono qualche interessante elemento di novità.

Vediamone in sintesi le caratteristiche.

Un'unica prova orale: presentazione di un elaborato

L’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolgerà in presenza (fatte salve disposizioni diverse connesse all’andamento della situazione epidemiologica) nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2021.

Si tratterà di un esame orale e consisterà in un’unica prova: essa prevede la realizzazione e la presentazione, da parte degli alunni, di un elaborato su una tematica che sarà assegnata a ciascuna alunna e ciascun alunno dal Consiglio di classe entro il prossimo 7 maggio. L’elaborato sarà poi trasmesso dagli alunni al Consiglio di classe entro il successivo 7 giugno.

Per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento, l’assegnazione dell’elaborato e la prova orale sono definite sulla base di quanto previsto dal piano didattico personalizzato - PDP.

Quali devono essere le caratteristiche dell’elaborato?

L’elaborato sarà inerente a una tematica condivisa dall’alunno con i docenti della classe. Esso consiste in un prodotto originale, coerente con la tematica assegnata dal consiglio di classe, e può essere realizzato sotto varie forme (testo scritto, presentazione anche multimediale, mappa o insieme di mappe, filmato, produzione artistica o tecnico-pratica o strumentale per gli alunni frequentanti i percorsi a indirizzo musicale), e coinvolgere una o più discipline tra quelle previste dal piano di studi.

Fin qui, il testo dell’Ordinanza ricalca quasi testualmente quello dell’anno scorso; tuttavia, nelle modalità di scelta, di assegnazione, e soprattutto di realizzazione, viene introdotto un elemento di novità, a nostro giudizio, molto significativo.

Al comma 1 dell''articolo 3 si sottolinea infatti che "I docenti avranno cura di seguire gli alunni suggerendo loro anche la forma dell’elaborato ritenuta più idonea".

L’invito a seguire gli alunni, indirizzandoli nella scelta dell’elaborato, sottolinea l’importanza di quella personalizzazione dell’approccio didattico che, se correttamente attuata, è l’unico strumento in grado di garantire il fondamentale principio di equità, condizione preliminare perché sia assicurata la tutela agli alunni con difficoltà, e quindi il successo formativo di ciascun alunno.

Questo concetto, poi, viene ulteriormente ribadito mediante l’aggiunta, nello stesso articolo, di uno specifico comma (il n. 4), che vale la pena riportare integralmente: 

"I docenti di classe, dalla data di assegnazione della tematica e fino alla consegna dell’elaborato, saranno a disposizione per il supporto per la realizzazione degli elaborati stessi, guidando e consigliando gli studenti".

La necessità, da parte del Legislatore, di aggiungere questa parte, rivela un’attenzione importante da non sottovalutare.

Il supporto dei docenti per la realizzazione dell'elaborato

L’indicazione esplicita rivolta ai docenti, all’interno di un’Ordinanza - e dunque prescrittiva -, di mettersi a disposizione fornendo supporto, guida e consigli per la realizzazione degli elaborati, fornisce l’occasione per alcune considerazioni di commento.

In primo luogo, questa precisazione sembrerebbe rivelare una giustissima preoccupazione nei confronti di ragazze e ragazzi che stanno avviandosi ad affrontare l’esame dopo due interi anni scolastici molto compromessi dall’emergenza pandemica, e che per questa ragione presentano particolari fragilità, non solo dal punto di vista strettamente didattico, ma anche sotto il profilo psicologico; né possiamo trascurare che questo sarà il primo esame della loro vita scolastica: e già solo questa considerazione dovrebbe consigliare in ogni caso l’adozione di misure di accompagnamento e supporto da parte dei docenti.

Una seconda considerazione può essere svolta in tema di valutazione: se l’elaborato su cui si baserà l’esame deve essere costruito con la guida e il supporto degli insegnanti nelle ultime quattro settimane di attività, forse è l’occasione propizia per valutare bene il processo invece che il solo prodotto. In altre parole siamo indotti a ritenere, e ce lo auguriamo, che la valutazione dell’elaborato non debba limitarsi al momento della prestazione conclusiva del giorno dell’esame - momento di performance nel quale l’emozione, la novità della situazione, la consapevolezza delle proprie difficoltà rischiano troppo spesso di penalizzare gli alunni con DSA - ma debba tenere in considerazione anche l’intero percorso che l’alunno ha fatto per giungere alla realizzazione dell’elaborato che gli è stato assegnato; e questo a beneficio di entrambe le parti: dell’alunno, che potrà meglio mettere in luce le proprie capacità, e dei docenti, che non dovranno limitarsi a valutare una mera prestazione/presentazione di un elaborato del quale, talora, non conoscono bene il processo creativo.

Requisiti di ammissione

L’ammissione all’Esame sarà deliberata dal Consiglio di classe. Il voto di ammissione è espresso in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall'alunna o dall'alunno.

Requisito necessario è aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, ma potranno essere disposte deroghe da parte del Consiglio stesso, tenuto conto delle specifiche situazioni dovute all’emergenza epidemiologica. Nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il Consiglio di classe potrà deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione all’Esame.

Ulteriore requisito è quello di non essere incorsi nella sanzione disciplinare della non ammissione all’esame.

Una novità, rispetto all’anno scorso, è costituita dallo svolgimento delle prove Invalsi. Le prove standardizzate sono ritenute necessarie ai fini della verifica degli apprendimenti generali del sistema di istruzione e della valutazione dell’impatto della pandemia e delle conseguenti misure adottate, in tutti i casi in cui la situazione pandemica lo consenta: tuttavia si sottolinea che, qualora non si potesse partecipare alle prove, l’ammissione all’esame di Stato sarebbe comunque garantita.

La prova d’esame: quali sono le competenze richieste ai candidati?

Con riferimento alle Indicazioni nazionali per il curricolo, le commissioni d’esame porranno particolare attenzione alla capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, nonché al livello di padronanza delle competenze di educazione civica.

Nel corso della prova orale, condotta a partire dalla presentazione dell’elaborato, è comunque accertato il livello di padronanza degli obiettivi e dei traguardi di competenza previsti dalle Indicazioni nazionali come declinati dal curricolo di istituto e dalla programmazione specifica dei consigli di classe e, in particolare: della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l’insegnamento; delle competenze logico matematiche; delle competenze nelle lingue straniere.

Per i percorsi a indirizzo musicale, nell’ambito della prova orale è previsto anche lo svolgimento di una prova pratica di strumento.

Come per gli esami degli anni precedenti, la valutazione finale espressa con la votazione di dieci decimi può essere accompagnata dalla lode, con deliberazione all’unanimità della commissione, in relazione alle valutazioni conseguite nel percorso scolastico del triennio e agli esiti della prova d’esame.

Allo stesso modo, nel diploma finale e nelle tabelle affisse all’albo degli istituti non viene fatta menzione delle eventuali modalità di svolgimento dell’esame per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento.

Un articolo specifico, in chiusura dell’Ordinanza prima delle disposizioni finali, è dedicato alla possibilità di svolgere l’esame in videoconferenza. Si tratta di un’opzione prevista per i candidati degenti in luoghi di cura od ospedali, o comunque impossibilitati a lasciare il proprio domicilio nel periodo dell’esame: in tal caso, andrà inoltrata specifica richiesta al dirigente scolastico o al presidente della commissione d’esame (qualora non coincida con il dirigente), corredata da idonea documentazione.

Tale modalità è contemplata anche nel caso la situazione epidemiologica lo dovesse richiedere, e vale anche per quei docenti che, per analoghe ragioni, non potessero recarsi a scuola.

Insomma, l’Ordinanza di quest’anno - e la Nota che ne è seguita - sembrano essersi impegnate a prevedere tutte le situazioni e gli accorgimenti necessari per consentire uno svolgimento ordinato e soprattutto sereno e tutelato alle nostre alunne e ai nostri alunni, rimarcando il fondamentale principio della personalizzazione.

A cura di Sabrina Franciosi - Dirigente Scolastico e formatrice scuola AID e Paolino Gianturco - Dirigente Scolastico, membro del Consiglio Direttivo e formatore scuola AID

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