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I risultati di un’indagine Anvur e Cnudd

16mila studenti con DSA iscritti all’università: boom negli ultimi tre anni

16mila studenti con DSA iscritti all’università: boom negli ultimi tre anni

Nel 2017, rilevazioni non ufficiali del Ministero ne registravano 6.500. Oggi, o meglio nel 2020, gli studenti universitari con DSA, sono diventati 16.084: una crescita esponenziale, un boom potremmo dire. È il risultato dell’indagine condotta da Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) insieme alla Cnudd (Conferenza nazionale universitaria dei Delegati dei rettori per la disabilità e i Dsa), presentata martedì 3 maggio in un interessante convegno online.

Dietro ai dati come sempre ci sono persone, ragazzi tenaci e motivati, che hanno tenuto duro anche quando la scuola li ha scoraggiati e sottovalutati, come talvolta purtroppo avviene. Ma un così elevato numero di studenti dislessici all’università è anche il segno tangibile che la legge 170 del 2010 qualche risultato lo ha prodotto: i nostri ragazzi non vengono più espulsi dalla scuola, spesso anzi trovano proprio tra i banchi il supporto e le strategie per avere successo nello studio, per amare lo studio. 

I risultati dell'indagine

Il 54% degli studenti universitari con DSA, secondo la ricerca, ha scelto discipline socio-umanistiche, il 28,7% ha preferito invece l’area scientifica, il 9,4 l’area sanitaria. L’87% frequenta un’università statale e il 72% è iscritto in un Ateneo del Nord e del Centro Italia. 13.127 studenti con Dsa sono iscritti a corsi di laurea triennale, 1.507 ai corsi di laurea magistrale e 1.416 a corsi di studio a ciclo unico.

Alla rilevazione hanno partecipato 90 Atenei su 98; di questi solo un terzo garantisce agli studenti con Dsa tutti i servizi rilevati: Il 76,7% offre servizi di orientamento specifici (prima, durante e dopo il percorso di studio), il 68,7% assicura un supporto alla didattica, tra cui il tutoraggio specializzato o quello tra pari e la fornitura di libri in formato accessibile.

Le risorse che consentono l’attività dei Servizi per la disabilità e i Dsa ammontano a circa 11 milioni di euro l’anno, cifra che dovrà per forza essere incrementata visto che il numero degli studenti destinatari dei servizi disabilità e Dsa delle Università rispetto al 2010 è in pratica raddoppiato, anche se solo la metà dei ragazzi accede ai servizi offerti.

Cliccando qui è possibile rivedere l'evento della presentazione dei risultati dell'indagine. Occorre cliccare sul tasto "Guarda sul web" e poi sull'opzione "Partecipa in modo anonimo", dopodiché il video si avvierà automaticamente, senza la necessità di ulteriori click da parte dell'utente.

A questo link è possibile invece scaricare la sintesi dei risultati.

Strumenti compensativi e dispensativi

Molto è stato fatto da quando i Servizi, nel 2012, hanno aperto le loro porte agli studenti con Dsa. Moltissimo resta ancora da fare. A cominciare dai test d’ingresso, vera e propria porta di sbarramento per i nostri ragazzi che si trovano ad affrontare quesiti trabocchetto, poco comprensibili, inspiegabilmente e ingiustamente ostici per chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento. Avendo per di più a disposizione pochissimi e antiquati strumenti compensativi: un lettore umano, un ingranditore del testo e una calcolatrice non scientifica. Confidiamo che la Cnudd trovi presto una soluzione.

Ma anche quelli che per i giovani dovrebbero essere diritti acquisiti non lo sono ancora in molti Atenei: non a tutti gli studenti è garantito infatti l’uso degli strumenti compensativi e dispensativi più utili a ciascuno, come previsto dalle Linee guida della Cnudd del 2014 (link). La maggior parte dei docenti universitari non ha ricevuto alcuna formazione/informazione su cosa sono i Dsa e cosa può servire ai propri studenti per affrontare gli esami con le stesse opportunità dei compagni. Anche per questo, probabilmente, alcuni negano il giusto diritto all’uso di tali strumenti ai ragazzi con DSA invocando un ingiusto privilegio. Molto c’è ancora da fare, come ha detto in un certo senso anche la presidente della Cnudd, Marisa Pavone, quando ha sottolineato che all’attività dei Servizi dovrà necessariamente affiancarsi un cambio di passo della didattica in una direzione sempre più inclusiva. 

Una didattica più inclusiva

Non è sufficiente dare agli studenti gli strumenti adeguati se poi i docenti non modificano il proprio modo di insegnare. Non a caso, nella nostra piattaforma Univers@lità, accessibile a tutti da questo sito, abbiamo dato indicazioni utili per lezioni Dyslexia friendly che si rivelano peraltro estremamente efficaci per tutti gli studenti. La stessa possibilità di filmare e registrare le lezioni è stata una piccola, fondamentale, conquista non solo per i dislessici, ma per ogni allievo. Come le innovazioni introdotte dalla 170/10 a beneficio degli studenti universitari con DSA si sono rivelate un’opportunità di miglioramento per l’università nel suo complesso.

Ai nostri 16.084 studenti diciamo un grande in bocca al lupo, sicuri che saranno con le loro competenze, la loro grinta e la loro passione un’enorme risorsa per il futuro di questo Paese.

Autore: Antonella Trentin, vicepresidente AID.

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