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8 punti per approfondire gli obiettivi e le modalità di svolgimento delle prove 2018

INVALSI: facciamo chiarezza

INVALSI: facciamo chiarezza

In seguito alle numerose richieste da parte di genitori e docenti in merito alla valutazione per gli studenti che frequentano l’ultimo anno di scuola secondaria di primo grado e che attualmente (nel periodo compreso tra il 4 e il 21 aprile 2018, secondo calendari specifici per ciascuna istituzione scolastica) sono interessati alle prove INVALSI di italiano, matematica e inglese, AID vuole fare chiarezza con i seguenti elementi di sintesi.

  1. Le prove INVALSI non hanno valore valutativo: non danno, cioè, voti agli studenti; quindi nessuno può essere “bocciato”.

  2. I risultati delle prove descrivono il livello di competenza raggiunto da ogni studente È prevista, infatti, una sezione predisposta e redatta da INVALSI in cui viene descritto il livello raggiunto dall'alunna o dall'alunno nelle prove a carattere nazionale per italiano, matematica e inglese. Il repertorio dei descrittori (non voti) relativi alle prove nazionali è predisposto da INVALSI e comunicato annualmente alle istituzioni scolastiche.

  3. La certificazione individuale delle competenze non sostituisce la valutazione dei docenti e non è “una seconda pagella”: è una valutazione esterna che persegue finalità differenti e che, affinché sia tale, deve essere assegnata a un soggetto terzo rispetto alla scuola. Per un approfondimento si consiglia di consultare il documento, redatto in forma chiara e semplice, "Le prove invalsi secondo l’INVALSI"disponibile a questo link
  4. Le prove sono obbligatorie per tutti gli studenti e rappresentano un requisito indispensabile di ammissione all’esame di Stato: cioè è necessario partecipare alle prove per potere avere le carte in regola per sostenere l'esame di giugno. Basta essere presenti alle prove INVALSI per rispondere al requisito di ammissione all'esame di stato a conclusione del primo ciclo di istruzione (terza media).

  5. Gli studenti la cui certificazione di disturbo specifico di apprendimento prevede la dispensa dalla prova scritta relativa alle lingue straniere, oppure l’esonero dall’insegnamento delle lingue straniere, non sosterranno la prova INVALSI di lingua inglese . Questi studenti non riceveranno, quindi, da parte dell’INVALSI, la certificazione relativa sia alla comprensione del testo sia alla comprensione dell’ascolto (reading e listening), ma avranno comunque assolto al requisito di ammissione all’esame di Stato, senza alcuna forma di penalizzazione.

  6. Alle prove INVALSI , ai sensi dell'articolo 11 del D.L n. 62/2017, soltanto gli alunni con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/1992 o con disturbi specifici di apprendimento certificati ai sensi della legge n. 170/2010, possono usare gli strumenti compensativi e/o le misure dispensative in coerenza con quanto previsto, rispettivamente, dal PEI o dal PDP.

  7. Da quest’anno scolastico le prove sono effettuate da tutti gli studenti tramite computer (CBT – computer based testing). Questo nuovo impianto delle prove INVALSI, introdotto nel nostro ordinamento scolastico con il decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017, costituisce una significativa novità e rappresenta sia una sfida tecnologica sia un’occasione molto importante di miglioramento per tutti. Per un approfondimento si consiglia la lettura del documento presente a questo link.

  8. Le prove CBT hanno previsto, per tutti gli studenti, un incremento del tempo di svolgimento di 15 minuti ciascuna. Ogni prova, quindi, durerà 90 minuti, in modo che gli alunni abbiano tutto il tempo per rispondere serenamente alle domande. Inoltre, la modalità CBT consente di mantenere la stessa precisione nella definizione dei risultati con un numero minore di quesiti di un’equivalente prova cartacea. Pertanto, le prove CBT di aprile 2018 avranno circa il 10% in meno di domande rispetto alle prove cartacee degli anni precedenti.

Informazioni più approfondite sulle prove INVALSI 2018 sono disponibili a questo link.

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