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Il racconto del ventennale AID tenutosi a Bologna sabato 14 ottobre 2017

Una giornata per celebrare i 20 anni di AID

Una giornata per celebrare i 20 anni di AID

Lo scorso 14 ottobrepresso l'Aula Magna Santa Lucia dell'Università di Bologna, abbiamo festeggiato i primi 20 anni dell'Associazione Italiana Dislessia.

E' stata una giornata intensa ed emozionante: oltre 350 persone hanno partecipato all'evento, ricco di contributi scientifici e istituzionali ma anche di testimonianze sulla vita associativa e sui vissuti emotivi legati ai disturbi specifici dell'apprendimento.

In questo articolo abbiamo raccolto i momenti salienti della manifestazione, mentre a questo link sono disponibili le presentazioni dei relatori della mattinata.

Sessione Mattutina

La mattinata si è aperta con i saluti di Marilena Pillati, vicesindaco del Comune di Bologna che ha voluto ringraziare i soci AID per l'impegno e le energie spese quotidianamente per sensibilizzare la collettività sul tema dei DSA. La vicesindaco ha voluto inoltre ricordare l'ampia partecipazione degli istituti scolastici di Bologna a Dislessia Amica, progetto di formazione e-learning per i docenti.

Il prof. Rabith Chattat, Delegato del rettore per la Disabilità e i DSA dell’Università di Bologna, ha evidenziato come gli atenei debbano attivarsi sempre di più per dare supporto agli studenti con DSA, sia per la didattica sia per i test d'ingresso, auspicando maggiori risorse da parte del MIUR, l'accesso ai libri digitali anche in ambito universitario e la promozione dell'autonomia, soprattutto attraverso gli strumenti tecnologici.

Dopo i saluti istituzionali hanno preso la parola Sergio Messina, Presidente AID e il past president, Franco Botticelli

Il loro intervento è stata un'occasione per ripercorrere 20 anni di esperienze, progetti, sfide e conquiste, che hanno fatto di AID ciò che è oggi: un'associazione all’interno della quale essere soci significa “partecipare”.

Sergio Messina ha lanciato un invito a lasciarsi contagiare da AID, e in particolari da tre grandi principi che la guidano: passione, competenza e impegno. Proprio al valore di ogni singolo socio, nella specificità del proprio ruolo, ha fatto ripetuti riferimenti anche il fondatore di AID, il prof. Giacomo Stella, chairman della sessione.

Franco Botticelli ha ricordato i traguardi che hanno segnato i primi 20 anni dell'associazione, nelle sue due anime di movimento e istituzione: la legge 170/2010 in ambito scolastico, la Consensus Conference nell'ambito della ricerca e della diagnosi, il ruolo della tecnologia, con progetti come LibroAID e Dislessia Amica e la comunicazione.

I lavori scientifici si sono aperti, con l’intervento del prof. Gerd Schulte-Körne, docente dell'Università di Monaco, che ha presentato un’accurata descrizione delle evidenze scientifiche in tema di riabilitazione dei DSA. L’efficacia del trattamento fonologico, le cui variabili precocità e durata sembrano essere le più significative a garanzia del risultato, è stata ancora una volta confermata. Non sono mancati riferimenti alla comorbilità tra DSA e altri disturbi, con un’attenzione particolare alle evidenze scientifiche relative all’interazione tra Dislessia e ADHD. E’ stato inoltre dedicato ampio spazio al ruolo degli ambienti scuola e famiglia e alla funzionalità degli interventi di insegnanti e genitori.

Il tema della famiglia, è stato in seguito approfondito dalla Dott.ssa Paola BonifacciDipartimento di Psicologia dell'Università di Bologna, la quale, oltre ad illustrare le evidenze scientifiche relative ai concetti di familiarità e predittività nei DSA, ha rimarcato l’importanza di un intervento di accompagnamento e sostegno da effettuarsi verso l’intero sistema familiare. Un’attenzione particolare è stata inoltre conferita alle componenti emotive che possono caratterizzare la persona con DSA.

A seguire, il coinvolgente intervento del professor Luigi Guerra, che ha ricordato la funzionalità degli strumenti compensativi solo quando inseriti in un sistema didattico inclusivo; se utilizzato in “un’ottica di emergenza”, infatti, nessuno strumento compensativo può garantire una migliore accessibilità dell’esperienza didattica. Il ruolo centrale dell’insegnante, che deve saper riconoscere le potenzialità dei propri studenti e creare una relazione con essi, si è costituito, non a caso, come denominatore comune dell’intero intervento.

Paolo Teoducci, direttore generale di Fondazione TIM, ha rimarcato l'importanza della tecnologia come moltiplicatore di impatto sociale e l’impegno di Fondazione TIM sul tema dislessia, con l'approccio sistemico della piattaforma Dislessia 2.0.

Il professor Stella ha chiuso la sessione mattutina con un intervento toccante in cui ha ricordato che, se le conoscenze scientifiche sulla Dislessia hanno in sostanza confermato quanto già si sapeva 20 anni fa sull’origine neurobiologica del Disturbo, molto è stato fatto in termini di sensibilizzazione. Se la cultura sociale sui DSA è cambiata" ha ribadito Giacomo Stella "è perché in questi 20 anni c’è stata AID”.

Come segno di riconoscimento per il suo ruolo fondamentale di fondatore e promotore dell'associazione, AID ha voluto omaggiare Giacomo Stella con un dipinto di Samuele Gamba, giovane artista dislessico, che ha consegnato di persona il quadro "Dar tempo al tempo" al professore, in un momento molto toccante, fra gli applausi prolungati della platea.

Per tutta la giornata numerosi partecipanti hanno visitato la mostra delle opere di Samuele "Contegno Moltetudini" e i disegni inviati dai bambini e dai ragazzi, nell'ambito del progetto "Dillo con un Disegno"

Sessione Pomeridiana

La parte pomeridiana, condotta dal giornalista RAI Guido Barlozzetti, si è aperta con il talk show "DSA e Creatività", a cui hanno partecipato La Pina, deejay e conduttrice radio-tv, Giovanni Soldini, velista e Raine Hodgson, stilista del Gruppo Miroglio.

La loro testimonianza è stata quella di persone che sono riuscite a trasformare il proprio disturbo specifico dell'apprendimento da difficoltà a valore aggiunto. Raine ha raccontato come il disegno e la grafica l'abbiano aiutata ad esprimersi, trovando soluzioni alternative alle difficoltà scolatiche, nuove vie per arrivare alla soluzione dei problemi e ha auspicato che la scuola possa aggiornarsi, abbattere barriere e restare al passo con il rapido cambiamento della società.

La Pina ha spiegato come la diagnosi DSA, in età adulta, le abbia permesso di dare un nome ai problemi che in età scolare erano ridotti a stupidità e ha lanciato un appello ai genitori, per gestire le difficoltà dei propri figli con la maggior serenità possibile, evitando di scaricare su di loro eccessive preoccupazioni e lasciando margine per provare, sbagliare e crescere.

Sulla stessa linea di pensiero si è inserito l'intervento di Giovanni Soldini, che ha condiviso con il pubblico gli ostacoli di un sistema scolastico molto rigido, le pressioni familiari, da cui la sua personalità è riuscita ad emergere più forte e determinata nel seguire la propria strada. 

Dopo i partecipanti al talk show hanno preso la parola Giulietta Modesti e Francesca Erculei, rispettivamente presidente della sezione AID di Rieti e della sezione AID di Ascoli Piceno.

Le due rappresentati territoriali hanno presentato "AID si fa in 4" progetto di ricostruzione delle reti territoriali di supporto all’apprendimento, nelle aree del Centro Italia colpite dal terremoto dell’agosto 2016. Il progetto, che coinvolgerà i comuni Amatrice, Arquata del Tronto, Civitella del Tronto e Norcia (uno per ognuna delle 4 regioni coinvolte) prevede la realizzazione di percorsi di formazione per docenti, laboratori per ragazzi e attività di supporto e parent training. Il loro intervento ha messo in evidenza come la capacità di far rete, sia all'interno dell'associazione sia con le istituzioni locali e la scuola, siano un elemento fondamentale per ridare forza ai territori e attivare nuove risorse, specie in contesti critici.

La parte finale dell'evento è stata dedicata ai giovani e alla loro visione sul futuroFrancesco Riva, attore, ha portato in scena alcuni estratti da "DiSlessiA...Dove Sei Albert?" spettacolo con cui da due anni gira per l'Italia, raccontando i DSA in maniera ironica, diffondendo consapevolezza e scardinando stereotipi.

In chiusura, Alberto Righi e Martina Ferrari, hanno raccontato la storia del gruppo giovani AID, il percorso che ha portato a promuovere "My Story", il progetto che porta le testimonianze dei ragazzi dislessici in tutta Italia, per condividere il punto di vista di chi vive la dislessia ogni giorno, dando la possibiltà ad altri ragazzi di immedesimarsi, attraverso un confronto fra pari, e di trovare le energie per emergere.

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