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Le novità per la scuola secondaria di II grado, A.S. 2020/21

Un nuovo Esame di Stato o un Esame di Stato in “situazione di emergenza”?

Un nuovo Esame di Stato o un Esame di Stato in “situazione di emergenza”?

Sono state pubblicate le Ordinanze Ministeriali relative agli Esami di Stato per la scuola secondaria di II grado.

Caratteristiche e organizzazione delle prove subiscono una radicale modifica. Nelle scuole secondarie, come lo scorso anno, scompaiono le prove scritte, le Commissioni sono formate da membri interni, tranne il Presidente, e parte dei materiali che saranno discussi in sede di Esame sono predisposti preliminarmente dal candidato.

Il presente articolo non ha lo scopo di sintetizzare le caratteristiche dell’esame di Stato 2020/2021, in quanto a questo ben si presta una attenta lettura dell’O.M. n° 53/21 appena pubblicata.

Vuole, invece, evidenziare una “tendenza”, una lettura orientata di alcuni passaggi e precisazioni ministeriali, che sembrano accentuare una caratterizzazione personalizzata della prova che lo studente deve sostenere, e che ben si accordano sia con la funzione orientativa, che all’esame di Stato è assegnata dal D. Lgvo 62/17, sia alla necessità di riconoscere/valorizzare le specificità di ogni studente consentendogli di condurre una prova che metta in luce la complessiva maturazione delle competenze personali. 

Ammissione agli esami

In questo anno scolastico sono previste alcune novità importanti, la prima riguarda l’ammissione agli Esami, mentre lo scorso anno gli studenti erano ammessi automaticamente. L’O.M. n° 53 del 03.03.2021, all’art. 3 co. 1, stabilisce, ripristinando precedenti disposizioni, che l’ammissione è disposta dal Consiglio di classe, pertanto non si tratta più di una procedura automatica.

A differenza però di quanto già stabilito nel D. Lgvo 62/17, gli studenti possono essere ammessi:

  • in deroga alla partecipazione alle prove Invalsi (art. 13, co. 2b);
  • in deroga al completamento del monte ore obbligatorio relativo ai P.C.T.O (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento – Percorsi di Alternanza Scuola Lavoro)., stabilito dalle norme per lo specifico indirizzo di studio (art. 13 co. 2c).

Per quanto attiene, invece, al requisito di cui all’art. 13, co. 2° (obbligo di frequenza), saranno gli stessi Consigli di classe a valutare le deroghe da deliberare, anche tenendo conto delle necessità imposte dalla situazione epidemiologica locale. Di fatto non se ne prescinde in modo automatico.

Il colloquio d'esame

È importante sottolineare, e saranno i Presidenti di Commissione a dover garantire che ciò avvenga, come il “maxi-colloquio” dell’orale non sia finalizzato a valutare le conoscenze acquisite nelle discipline oggetto di studio, a ciò essendo già deputata l’ammissione all’esame di Stato prevista dall’art. 3, co. 1° di cui sopra, ma altre e più complesse competenze, connotate ampiamente dal rispetto della personale esperienza di maturazione del ragazzo e della ragazza.

Già questa affermazione, se correttamente interpretata, costituisce premessa delle tutele che devono essere garantite agli studenti con DSA certificato. L’O.M. è estremamente chiara al riguardo. Il colloquio dell’esame di Stato è finalizzato, secondo l’art. 17 della citata Ordinanza, ad apprezzare:

  • le capacità argomentative, critiche e personali, nella correlazione fra diversi ambiti dei saperi coinvolti nella discussione;
  • la capacità di analizzare le varie esperienze condotte nell’ambito del PCTO, in relazione a quanto le stesse abbiano apportato in termini di sviluppo delle competenze specifiche relative al corso di studi frequentato;
  • il livello di maturazione personale relativo al complesso quadro di competenze caratterizzante l’educazione civica.

Un esame, quindi, centrato su competenze che, per la caratterizzazione che l’O.M. gli conferisce, non costituisce un ostacolo e non preclude agli studenti con DSA di poter compiere quella sintesi significativa dell’intero percorso di studio effettuato. 

Personalizzazione della prova

Sono altri due gli elementi fortemente caratterizzanti dei quali dobbiamo tener conto per meglio descrivere il “nuovo” esame nella direzione della personalizzazione della prova:

  • il “debutto” del curriculum dello studente;
  • l’individuazione di docenti “di supporto” per monitorare/sostenere lo studente nel suo lavoro di predisposizione del materiale per l’esame.
ELABORATO E CURRICULUM DELLO STUDENTE

L’individuazione dell’elaborato da assegnare ad ogni studente ad opera del Consiglio di classe, è strutturato sulle discipline caratterizzanti, così come individuate dagli Allegati dell’O.M., ma deve essere inquadrato in una prospettiva multidisciplinaretener conto delle esperienze personali desunte dal curriculum dello studente.

Non dovrebbe essere un’affermazione di poco conto evidenziare che l’elaborato assegnato, dal quale prende le mosse il colloquio dell’esame, deve essere calibrato agli interessi, alle specifiche competenze e ad “aspetti personali” dello studente.

Si chiede ai Consigli di classe, dunque, di compiere una delicata analisi delle peculiarità dello studente anche in ragione, ma non solo, dello specifico percorso compiuto. Per lo studente con DSA questo aspetto assume una rilevanza significativa, soprattutto se consideriamo che la scelta ministeriale è quella di potenziare le diversità di ognuno e non di omologare a parametri standard i diversi percorsi di formazione degli studenti.

Ognuno, infatti, avrà potenziato maggiormente alcuni aspetti, avrà curato dimensioni piuttosto che altre, ed è certo compito di notevole importanza quello di calibrare l’elaborato assegnato a quanto di meglio ha maturato lo studente nel corso della sua formazione.

Allo studente, però, è chiesta la stessa cosa, di riflettere cioè sugli essenziali della sua formazione, su quelle modalità critiche, rielaborative, ideative e rappresentative che gli sono più congeniali, che mettono meglio in evidenza quanto ha appreso. Inoltre la Commissione d’Esame, nella conduzione del colloquio, deve tener conto del Curriculum dello studente (O.M. n° 53/2021, art. 18, co. 4).

Lo stesso Ministero, nella nota n° 349 del 05/03/2021 definisce il Curriculum dello studente “una delle novità ordinamentali realizzate quest’anno (che) consente una migliore organizzazione e documentazione della realtà degli apprendimenti e delle caratteristiche di ciascuno”.

Il Curriculum, introdotto con Decreto n° 88 del 06.08.2020, quindi spinge l’Esame di Stato verso una rilevante personalizzazione, alla quale non possono sottrarsi sia i Consigli di classe prima, nel Documento del 15 maggio, sia le Commissioni poi, nella gestione del colloquio.

Stessa attenzione la Commissione deve porre nella predisposizione del materiale dal quale prende l’avvio la seconda parte del colloquio (testo, documento, esperienza, progetto o problema), il quale deve tener conto del percorso didattico effettivamente svolto dalla classe, ma anche “delle iniziative di individualizzazione e personalizzazione eventualmente intraprese nel percorso di studi” (art. 17, co. 3).

DOCENTI DI SUPPORTO

Ulteriore elemento innovativo, direi fortemente innovativo, consiste nella individuazione di specifici compiti di supporto e coordinamento del lavoro di preparazione dell’elaborato da parte dello studente, affidato ad uno dei docenti facenti parte della Commissione (art. 18, co. 1a).

Questa funzione di “tutoraggio” è nuova e risponde senz’altro alla logica di consentire ad ogni candidato di essere messo nelle condizioni di “dare il meglio di sé”, cioè vede il momento dell’Esame come un momento finale che “valorizza” il percorso svolto e non che individua, per gerarchizzare le diverse prestazioni, “chi sa” da “chi non sa”, “chi sa meglio” da “chi sa di meno”.

Studenti con DSA

Per venire poi allo specifico degli studenti con DSA certificato, senza sottovalutare gli importanti aspetti fin qui evidenziati, l’art. 21 dell’O.M. sugli Esami ribadisce disposizioni già note. Tra queste ne sottolineo alcune rilevanti:

  • l’ammissione all’Esame è disposta in relazione al Piano di Studio Personalizzato dello studente, nel pieno rispetto di quanto in esso descritto;
  • la Commissione, sulla base del PdP e dei dati forniti dal Consiglio di classe, individua le modalità di conduzione dell’Esame (tali dovranno risultare da apposita verbalizzazione della Commissione), autorizzando gli strumenti compensativi;
  • non è ammesso l’utilizzo delle misure dispensative, pena la possibilità del conseguimento del titolo di studio;
  • la Commissione deve, se necessario, adattare la Griglia di valutazione del colloquio (art. 21, co. 3);
  • i candidati con DSA che hanno seguito un percorso di studio con esonero totale dallo studio della Lingua straniera non conseguono il titolo di studio, a differenza di quelli per i quali il PdP prevede solo la dispensa dalle prove scritte.

E senz’altro fondamentale, e sarà necessario tutelare questo diritto, che, se ritenuto opportuno, la Commissione correli gli indicatori della Griglia di Valutazione, allegata all’O.M. n° 53/21 (allegato B) al PdP dello studente, attraverso la formulazione di specifici descrittori. Bisogna essere particolarmente attenti in questo senso, non possono essere modificati gli indicatori della Griglia, ma i descrittori, ovvero la descrizione della modalità attraverso la quale la Commissione “osserva” la presenza/assenza (e il grado) di quella competenza.

Possono anche essere “modificati” i “pesi valutativi” correlati ai diversi descrittori, tenendo conto delle potenzialità esprimibili dallo studente in quel particolare “aspetto” del colloquio.
Bisogna fare attenzione a non attendersi l’adozione di misure dispensative, quali ad esempio la limitazione del numero di brani di letteratura da preparare per il colloquio orale o la possibilità di fare riferimento a una diversa lista di brani (ma è appena il caso di sottolineare che è il Consiglio di classe che elabora tale lista, quindi saprà valutare tutte le variabili relative al gruppo-classe).

Sarà ovviamente possibile, se previsto nel PdP dello studente, l’utilizzo di schemi, grafici, mappe, così come sempre utilizzate nel corso dell’a.s. Tale considerazione non dovrebbe costituire nessun tipo di problema, considerato che i membri della Commissione sono tutti interni e conoscono in modo approfondito il candidato.

Considerazioni finali

C’è da dire, per concludere, che l’esame di Stato, una volta esame di Maturità, dovrebbe consentire ad ogni ragazza e ad ogni ragazzo di completare, in modo coerente con il percorso pregresso, un importante ciclo di studi acquisendo la consapevolezza ( e acquisendola proprio in virtù della preparazione che fa del proprio esame) del progetto di vita che vuole costruire negli anni immediatamente successivi.

In tutto questo discorso è stata volutamente ignorata la situazione di emergenza sanitaria nella quale sono maturate molte delle caratteristiche di questo nuovo esame di Stato che si trova al suo secondo anno di attuazione.

Al fine di evitare di ragionare sul “tempo breve” dell’emergenza che stiamo vivendo (i ragazzi hanno studiato di meno, sanno di meno, saranno penalizzati, ecc.) mi piace ragionare sul “tempo lungo”…dove ci porterà questa nuova modalità di concepire l’esame conclusivo della Scuola Secondaria di 2° grado? Questo esame ha delle caratteristiche e un profilo complessivo di tutto rispetto, che potrebbe traghettare il sistema scuola della secondaria dall’ossessione della eccessiva attenzione alle conoscenze, soprattutto disciplinari, alla reale capacità di guardare lo studente nella maturità globale di quello che ha imparato a fare con le conoscenze apprese (competenze).

A cura di Maria Rita Salvi - Dirigente Scolastico e membro del Comitato Scientifico di AID

Scarica l'Ordinanza Ministeriale

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