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Pubblicato dal Ministero dell'Istruzione

Piano scuola estate: attività e riflessioni per studenti e docenti

Piano scuola estate: attività e riflessioni per studenti e docenti

Il 27 aprile il Ministero dell’istruzione ha pubblicato la Nota n. 643, scritta dal dirigente Stefano Versari, avente come oggetto: Piano scuola estate 2021. Un ponte per il nuovo inizio.
Per il passaggio al nuovo anno scolastico 2021/2022, tante le attività previste nel Piano, ma anche molte interessanti riflessioni sulla relazione, sull’insegnamento “compensativo” e sulla valutazione.

Riflessioni che ci presentano una scuola accogliente e inclusiva, basata su logiche di apprendimento personalizzato, per una formazione integrale della persona e del futuro cittadino.
Una scuola radicata nel proprio territorio, che prevede il coinvolgimento attivo delle rappresentanze di studenti e genitori in nome di una indispensabile alleanza educativa.

“Una scuola che restituisce spazi e tempi di relazione, luoghi per incontrarsi di nuovo e riannodare quelle relazioni purtroppo bruscamente interrotte, così importanti per lo sviluppo emotivo, affettivo, identitario, sociale di ognuno.”

Insomma, una scuola aperta, capace di essere motore di integrazione, di uguaglianza e di sviluppo e finalizzata a ridurre il rischio di povertà educativa e di dispersione scolastica.

Quale l’obiettivo del Piano scuola estate 2021?

L’obiettivo del Piano è quello di rendere disponibili alle scuole risorse economiche e strumenti che consentano non solo di rinforzare e potenziare le competenze disciplinari degli studenti, ma anche di recuperare la socialità persa in questi mesi di pandemia e di riportare la scuola al centro della comunità.

Saranno investiti ben 510 milioni di euro. Un budget importante così suddiviso:

  • 150 milioni arrivano dal Decreto Sostegni,
  • 320 da risorse europee stanziate per la scuola e
  • 40 dai finanziamenti per il contrasto delle povertà educative.

I finanziamenti del Decreto Sostegni saranno stanziati attraverso un decreto del ministero, per una media di circa 18 mila euro a scuola.

Per quanto riguarda i 320 milioni, invece, sarà disponibile un bando che scadrà il 21 maggio. I fondi, di cui circa il 70% è destinato alle regioni del Sud, potranno essere spesi fino al termine dell'anno scolastico 2021/2022.

Le risorse PON saranno disponibili anche per le scuole paritarie (che svolgono il servizio con modalità non commerciali) e per i CPIA (Centri per l’istruzione degli adulti).
Un vero e proprio invito alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado ad esercitare la propria autonomia didattica ed organizzativa attivando, in relazione allo specifico contesto territoriale e sociale, azioni personalizzate di contrasto alle vecchie e nuove povertà educative, così come alle pregresse e sopraggiunte fragilità.” Ma anche un invito a lavorare insieme ai territori, alle associazioni, promuovendo i famosi Patti educativi di comunità (accordi tra gli enti locali, le istituzioni pubbliche e private operanti sul territorio, le realtà del terzo settore e le scuole), per promuovere e rafforzare la collaborazione tra la scuola e tutta la comunità territoriale.

Il punto di partenza del Piano saranno gli scrutini: “la valutazione di studentesse e studenti rappresenta un momento di confronto, anche in termini auto valutativi, per la costruzione di percorsi di apprendimento personalizzati.”

La valutazione del percorso formativo dello studente, in particolar modo al termine di questo anno scolastico così particolare, costituisce “il primo passo per l’approfondimento e il dialogo tra docenti e alunni, utile a ripercorrere più accuratamente la conclusa esperienza e a dare rilievo anche all’autovalutazione dello studente, intercettandone bisogni educativi e inclinazioni”, ribadisce la Nota 643.

Sempre in tema di valutazione, significative sono le riflessioni del dirigente Versari:

“Un gap si è certamente creato, per quanti sforzi si siano fatti con la didattica a distanza. Tale divario è diverso da alunno ad alunno, da situazione a situazione. “Misurare” in modo standardizzato i risultati di apprendimento può fornire un indicatore, della cui fragilità occorre essere consapevoli. Lo scarto tra ciò che poteva essere e ciò che è stato ha in ciascuno studente una dimensione che potremmo chiamare “dell’iceberg”. Ciò che si può vedere, e magari misurare, è molto meno rilevante di ciò che è nascosto sotto la superficie. Come agire per riuscire a “rammendare”, per quanto possibile, il tessuto delle conoscenze e delle competenze degli alunni? Facendoci guidare da consolidate modalità pedagogiche e didattiche, il suggerimento è quello di dialogare con i ragazzi, scartando modalità standardizzate o schematiche. Mai come in questo caso la personalizzazione dell’insegnamento è fondamentale e questa chiede di conoscerli.”

Come è articolato il Piano scuola estate 2021?

L’articolazione del Piano rappresenta solo un’indicazione di riferimento che potrà essere modulata in fase attuativa dalle singole Istituzioni scolastiche autonome, anche in base al contesto in cui operano.

Il Piano è stato pensato in tre diverse fasi:

1. A giugno si punterà al potenziamento degli apprendimenti: si svolgeranno attività di laboratorio, scuola all’aperto, sessioni di studio di gruppo. Sono previste:

  • Iniziative di orientamento
  • Attività laboratoriali
  • Attività di approfondimento legate alla conoscenza del territorio e delle tradizioni delle realtà locali
  • Attività finalizzate all'incontro con "mondi esterni", delle professioni o del terzo settore, promuovendo stili cooperativi di studentesse e studenti, soprattutto quelli più esposti al rischio dispersione.

Le attività potranno svolgersi in spazi aperti delle scuole e del territorio, laboratori scolastici e territoriali, teatri, cinema, musei, biblioteche, parchi e centri sportivi, con il coinvolgimento di docenti, educatori, personale Ata, esperti esterni e del terzo settore.

2.  A luglio e agosto, si punterà al rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e della socialità. Si svolgeranno attività di potenziamento degli apprendimenti, affiancate da attività ludico-creative legate all’arte, alla musica, alla creatività, allo sport … che potranno essere svolte in spazi aperti delle scuole, ma anche di teatri, cinema, musei, parchi, centri sportivi.

Ci saranno laboratori di educazione motoria, educazione alla cittadinanza, lingue, potenziamento delle competenze digitali. Potranno essere coinvolti personale ATA, educatori, imprese del terzo settore, associazioni ed esperti esterni.

3.  A settembre, fino all’avvio delle lezioni, si svolgeranno attività di potenziamento delle competenze come preparazione all’avvio del nuovo anno scolastico, anche ricorrendo alla didattica innovativa e con una particolare attenzione ai temi dell’inclusione e della collaborazione.
Sono previste:

  • Attività laboratoriali o momenti di ascolto
  • Sportelli informativi telematici o di supporto psicologico
  • Iniziative per l’inclusione e il supporto ai bisogni educativi speciali, anche mediante il potenziamento del ruolo dei Centri Territoriali di Supporto e la creazione di sportelli ad hoc
  • Iniziative finalizzate a favorire il rinforzo disciplinare in un’ottica laboratoriale e di peer tutoring, anche avvalendosi di innovazioni didattiche quali didattica blended, one to one, cooperative learning. Potranno essere coinvolti docenti, personale ATA, educatori ed esperti esterni.

Info

Sul sito del ministero c’è una sezione apposita dedicata al Piano scuola estate 2021, dove è possibile trovare tutte le informazioni, gli strumenti di supporto contabili e le misure di accompagnamento per sostenere la sua realizzazione, previsti dalla Nota ministeriale.

Le scuole potranno scegliere se restare aperte o meno, così come pure insegnanti e studenti potranno decidere di partecipare su base volontaria. Si spera, però, che l’adesione avvenga da parte del maggior numero di istituti scolastici di ogni ordine e grado, con un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori della “comunità educante”: scuola/famiglia/territorio/terzo settore.

“La scuola, per assolvere questo arduo compito educativo, ha necessità di modalità scolari innovative, di "sguardi plurimi", di apporti differenziati. Occorre una scuola aperta, dischiusa al mondo esterno. Aprire la scuola significa aprire le classi ai gruppi di apprendimento; aprirsi all'incontro con "altri mondi" del lavoro, delle professioni, del volontariato; come pure aprirsi all'ambiente; radicarsi nel territorio; realizzare esperienze innovative, attività laboratoriali. Si tratta di moltiplicare gli spazi, i luoghi, i tempi, le circostanze di apprendimento, dentro e fuori la scuola.”

Autrice: Viviana Rossi - Ex dirigente scolastica e formatrice scuola AID

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