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In base alla nota del ministero dell’Università e della Ricerca del 15 aprile 2020

Università: è ancora in vigore la proroga della validità delle diagnosi di DSA?

Università: è ancora in vigore la proroga della validità delle diagnosi di DSA?

E’ ancora in vigore la proroga della validità delle diagnosi all’Università?

In effetti una nota del ministero dell’Università e della Ricerca, emessa in occasione della emergenza COVID di primavera, in data 15 aprile 2020, consentiva alle Università di accettare con riserva le diagnosi per DSA scadute, ma non è chiaro se la proroga abbia ancora effetto visto che non c’è stato alcun provvedimento normativo per il nuovo anno accademico.

Gli Atenei quindi si sono trovati disorientati non sapendo cosa fare in presenza di diagnosi vecchie riguardo alla concessione degli strumenti compensativi e tempi aggiunti per gli esami universitari e per i test locali.

In assenza di nuove misure da parte del ministero, però, in questi giorni la Cnudd, Conferenza nazionale dei delegati dei Rettori per la disabilità e i DSA, ha invitato le singole Università a decidere come comportarsi in base alle situazioni locali “nelle quali i ritardi e le difficoltà delle certificazioni possono avere inciso diversamente”.

Cosa significa in concreto? Quali diagnosi scadute saranno ritenute valide?

"La Presidente della CNUDD, Marisa Pavone, in una specifica nota inviata il 14 dicembre ai delegati alla disabilità e DSA, ha fornito una possibile linea di indirizzo che ci consente, anche per i test di accesso a livello locale, previsti per i primi mesi del 2021, di accettare con riserva le diagnosi DSA scadute come indicato nella nota del MUR del 15/4/2020” spiega Alessandro Pepino, delegato del Rettore dell’Università di Napoli Federico II. “Per maggiore sicurezza la Presidente Pavone ha comunque chiesto al MUR una ulteriore comunicazione che estenda la validità della nota precedente all’anno accademico 2021/2022 per la partecipazione ai test a validità locale, oltre che per l’accesso agli strumenti compensative e all’uso del tempo aggiuntivo durante gli esami”.

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