Sostienici!
Nel rispondere alle dichiarazioni del giornalista AID ribadisce l'assoluta necessità di difendere e promuovere la didattica inclusiva, come strumento per garantire a tutti gli studenti il diritto di apprendere e di raggiungere il successo formativo

In difesa della scuola inclusiva: la replica di AID alle affermazioni di Ernesto Galli della Loggia

15 Gennaio, 2024 - Tematiche: scuola, genitori, studenti

L’Associazione italiana dislessia legge con incredulo stupore le parole dello storico ed editorialista del Corriere della Sera, Ernesto Galli Della Loggia, nel suo articolo di sabato 13 gennaio dal titolo “Il mito dell’inclusione nella scuola italiana”.

Nel nostro Paese, unico al mondo, è la tesi dell’autore, convivono inspiegabilmente ragazzi normali, studenti con disabilità, con bisogni educativi speciali e con disturbi specifici di apprendimento, sempre in crescita “anche grazie all’insistenza delle famiglie” e ragazzi stranieri che non spiccicano una parola d’italiano. I risultati, secondo Galli Della Loggia, sarebbero sotto gli occhi di tutti. 

Guarda un po’, noi la pensiamo in maniera opposta: l’Inclusione è proprio l’orgoglio della scuola italiana e il nostro modello viene da anni copiato nel resto del mondo.

L’inclusione tra i banchi viene praticata da tempo nel resto d’Europa: Spagna, Grecia, Malta, Scozia, Portogallo, Svezia, Norvegia, Finlandia, sono i Paesi dove quest’approccio è più avanzato.

Come molti studiosi di pedagogia moderna, siamo convinti che un insegnamento che tenga conto delle differenze e delle singolarità di ciascun alunno rappresenti e un vantaggio per tutti gli studenti, anche dal punto di vista degli apprendimenti e dei risultati della classe. Insomma, non è soltanto giusto dal punto di vista etico ma funziona! Semmai il problema è di rendere la scuola pubblica all’altezza della sfida.

La soluzione non è certamente, come sembra suggerire Galli Della Loggia con le sue parole, ripristinare le classi differenziali abolite nel 1977 perché così si fa meno fatica.

Anche i teorici dell’Apartheid sostenevano che la separazione tra bianchi e neri fosse funzionale a far crescere in armonia i vari gruppi etnici nel rispetto delle singole tradizioni. Tenendoli rigorosamente divisi. La storia, al momento, non ha dato loro ragione.

Gli studenti stranieri sono una risorsa importante per l’Italia di domani, non cittadini di serie b, ed è giusto che ricevano la stessa istruzione degli altri, insieme agli altri.

“L’inclusione scolastica deve rappresentare un processo in cui tutti gli alunni, a prescindere da abilità, genere, linguaggio, origine etnica o culturale, possono essere ugualmente valorizzati e forniti di uguali opportunità” è spiegato in un bel documento dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna.

Infine, le diagnosi di DSA “cresciute a vista d’occhio anche per insistenza delle famiglie”, secondo l’autore. Forse Galli Della Loggia conosce qualcuno che è riuscito a ottenere una diagnosi su insistenza.  A meno che non sia un falso, una truffa. Ma va dimostrato.

Il signor Galli Della Loggia dovrebbe accettare l’idea che la scuola non sta facendo altro che attuare quelli che sono i principi generali dell’inclusione in tutti i settori della nostra società. 

L’individualità di un bambino che cresce ed il suo sviluppo equilibrato è il risultato dell’interazione tra la predisposizione e l’ambiente. La scuola è parte integrante dell’ambiente in cui il bambino vive. La scuola inclusiva, con la convivenza e l’integrazione di varie realtà, arricchisce non solo chi è in difficoltà ma tutti i bambini, favorendo un equilibrato sviluppo emotivo, affettivo e relazionale. 

Il Consiglio Direttivo AID

Condividi:

Potrebbe interessarti

È stata confermata la convenzione tra AID e bSmart Tutors, per offrire il servizio a prezzi scontati per i soci AID
scuola, genitori
15 Gennaio, 2024

AID e bSmart Tutors ancora insieme per le ripetizioni online

È stata confermata la convenzione tra AID e bSmart Tutors, servizio di ripetizioni online che mette a disposizione di ragazzi con DSA tutors specializzati nella progettazione di piani di studio su misura declinati sulle esigenze di ogni studente

Paperbox Health, startup torinese fondata nel 2022 da un gruppo di giovani imprenditori, ha lanciato Dino, videogioco finalizzato all'individuazione dei segnali predittivi dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento già in età prescolare.
scuola, genitori
23 Gennaio, 2023

Dino: videogioco per l’identificazione precoce dei DSA pronto alla fase di testing

Paperbox Health, startup torinese fondata nel 2022 da un gruppo di giovani imprenditori, ha lanciato Dino, videogioco finalizzato all'individuazione dei segnali predittivi dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento già in età prescolare.