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In riferimento all'indicazione di non utilizzare questi dispositivi in classe, anticipata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito nell'ambito delle nuove Linee Guida sull’educazione alla cittadinanza

Utilizzo di smartphone e tablet a scuola: la risposta di AID al Ministro Valditara

23 Febbraio, 2024 - Tematiche: scuola, genitori, studenti, docenti

Con un comunicato diffuso sui canali social del Ministero dell'Istruzione e del Merito nella giornata di ieri, giovedì 22 febbraio, il Ministro Valditara ha anticipato un aspetto che sarà affrontato nelle nuove Linee Guida sull’educazione alla cittadinanza:

“È opportuno evitare l’utilizzo dello smartphone (cellulare) nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado”. Si consiglia invece un uso solo didattico del tablet per le scuole primarie.

Siamo consapevoli che l’utilizzo smodato dei cellulari nelle mani di ragazzi e ragazze in età scolare stia generando molti effetti negativi sullo sviluppo emotivo e relazionale delle nuove generazioni, con notevoli ricadute anche sull’apprendimento degli studenti di ogni età.

Tuttavia, in quanto Associazione impegnata nella tutela di chi ha un disturbo specifico di apprendimento, ci sentiamo coinvolti in prima persona nel momento in cui si dispone un divieto generalizzato - sia pure nella modalità di un “consiglio” (è opportuno evitare) - di uno strumento personale che in molti casi rappresenta l’unica possibilità di compensare le proprie difficoltà.

Non autorizzare più l’utilizzo anche di un cellulare come strumento compensativo potrebbe essere un grave limite, soprattutto per quelle famiglie che non hanno ulteriori possibilità economiche per dotarsi di altre strumentazioni.

Per garantire la tutela degli alunni con disturbi specifici di apprendimento, e al tempo stesso evitare un uso nocivo e incontrollato di tali dispositivi, basterebbe attuare quanto già previsto dalla Nota del Ministro Valditara del 19 dicembre 2022 che, pur richiamando gli effetti negativi di un uso improprio del telefono cellulare a scuola, ribadiva correttamente che “È viceversa consentito l’utilizzo di tali dispositivi in classe, quali strumenti compensativi di cui alla normativa vigente, nonché, in conformità al Regolamento d’istituto, con il consenso del docente, per finalità inclusive, didattiche e formative”.

Riteniamo, dunque, che tale fondamentale argomento debba essere oggetto di un articolato confronto con la nostra Associazione - che peraltro abbiamo chiesto da tempo proprio per aggiornare le Linee Guida del 2011 - al fine di chiarire definitivamente le necessarie tutele degli alunni con DSA. 

Data la rilevanza di questo tema per migliaia di studenti e studentesse con DSA confidiamo che il Ministro ci risponda al più presto

Il Consiglio Direttivo AID

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