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Alcuni suggerimenti utili per affrontare il rientro fra i banchi di scuola

Anno Scolastico 2017/2018: consigli per diventare pesci nell'acqua

Anno Scolastico 2017/2018: consigli per diventare pesci nell'acqua

“A scuola mi sento come un pesce fuori dall’acqua, spesso sono a disagio, mi sento inadeguato, arrabbiato, annoiato, invece mi vorrei sentire come un pesce nell’acqua”

Leonardo, Dillo con un disegno

Quest’anno vogliamo augurare a tutti un buon anno scolastico con le parole di Leonardo e il suo bellissimo disegno, nella speranza che possa essere un anno in cui sguazzare serenamente nel mare dell’apprendimento senza doversi sentire dei pesci fuori dall’acqua.

Questo augurio è rivolto a tutti gli studenti e le studentesse, ai loro genitori e agli insegnanti. Infatti a ognuno può capitare di sentirsi, delle volte, inadeguato, arrabbiato o annoiato. Ma Leonardo ci ha dato la chiave di lettura giusta per capire come cambiare questi sentimenti negativi in sentimenti positivi: sentirci nel nostro habitat naturale.

Possiamo immaginare la scuola come un ecosistema marino: c’è uno stretto legame fra tutti gli esseri viventi che la abitano e l’ambiente che li circonda. L’equilibrio fra tutte le componenti riesce a garantire la salvaguardia di tutto il sistema.

Con questa suggestione vogliamo puntare l’attenzione sull’importanza della collaborazione, condivisione e cooperazione che potrà permetterci di “nuotare” tutti insieme verso lo stesso obiettivo.

Ognuno all’interno di questa rete ha il suo ruolo, i suoi compiti e i suoi punti di forza. Facciamo insieme un breve ripasso di tutto ciò che deve essere fatto in questo nuovo inizio:

  1. La famiglia deve consegnare la diagnosi alla scuola che la deve protocollare e rilasciare ricevuta alla famiglia.
  2. Il coordinatore di classe o il referente prenderà atto della diagnosi, l’analizzarà e condividerà con i colleghi al fine di cominciare a identificare le caratteristiche dello studente, per iniziare una osservazione sistmatica
  3. I docenti, terminato il processo di osservazione, elaborano un percorso didattico personalizzato (PDP) da condividere poi con la famiglia, e lo studente quando l'età lo consente, concordando gli strumenti compensativi e le misure dispensative utili.

Il PDP dovrebbe essere predisposto entro il primo trimestre: bisogna dare ai docenti il tempo necessario per osservare l’alunno. Questo periodo di osservazione serve per comprendere come orientare la propria didattica in base alle caratteristiche dei propri allievi. Nel frattempo, la scuola può lasciare usare allo studente gli strumenti compensativi  che già è abituato a utilizzare a casa, progettando al più presto un percorso didattico personalizzato in cui inserire le misure dispensative adeguate, da condividere anche con la famiglia e con lo studente.

La diagnosi è sicuramente uno strumento fondamentale, che permette di avere una fotografia del modo di apprendere di ogni singolo individuo, ma dietro la fotografia c'è la persona, con le sue peculiarità personali, che bisogna imparare a conoscere.

Sommando tutti gli elementi e sperimentando, se necessario, diverse strategie metodologiche e didattiche, i docenti saranno poi pronti per redigere il PDP, che, naturalmente, deve essere personalizzato in base alle esigenze, gli obiettivi e i punti di forza di ciascun alunno.

In questa fase è importantissima la collaborazione fra le partiil confronto fra i colleghi, con la famiglia e, se necessario, con gli specialisti che hanno redatto la certificazione o che hanno seguito il percorso del ragazzo.

Indispensabile l’accoglienza e il confronto diretto con gli studenti, soprattutto nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Nel caso abbiate voglia o bisogno di confrontarvi anche con noi, potrete contattare la sezione AID a voi più vicina o il nostro servizio di Helpline. Potete anche consultare le nostre guide, con le risposte alle domande più frequenti dei docenti e dei genitori per scuola.

Quindi, la chiave per il nostro ecosistema di quest’anno è la collaborazione. Sappiamo che alcuni di voi penseranno che è difficile, ma non sempre ciò che è difficile è per forza impossibile.

Vi lasciamo con un estratto del film “L’attimo fuggente”. Per collaborare spesso dobbiamo essere in grado di metterci in discussione e cambiare il nostro punto di vista. Come consiglia ai suoi alunni il protagonista del film: osiamo cambiare tutti insieme e cercare nuove strade.

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