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Debate: un esempio di didattica inclusiva

Didattica digitale integrata e nuove strategie

Didattica digitale integrata e nuove strategie

Con l’avvento della didattica a distanza abbiamo scoperto che la scuola deve superare l’immagine di un’aula come spazio chiuso e obbligato, ma deve appropriarsi di didattiche più flessibili che vadano oltre lo spazio fisico dell’aula e possano aprirsi ad opportunità educative e sociali diverse, più inclusive e innovative nel rispetto del diritto di tutti gli studenti ad apprendere senza difficoltà.

In quest’ottica la didattica innovativa ha assunto nuovi volti attraverso lo strumento digitale e le nuove declinazioni rese possibili dalle piattaforme. La lezione si svolge a distanza e questo ci ha fatto interrogare molto sull’efficacia della lezione frontale, la più antica metodologia didattica attraverso cui il docente espone in maniera unidirezionale gli argomenti all’allievo, dove la capacità del docente di farsi ascoltare gioca un ruolo centrale.

La situazione stessa che si crea nella lezione a distanza richiede l’utilizzo di strategie didattiche che sappiano coinvolgere maggiormente gli studenti, che sappiano superare la barriera comunicativa dello schermo. Tra le strategie più inclusive c’è il DEBATE.

IL DEBATE

Il Debate consiste in un confronto, discussione strutturata, tra due gruppi di studenti, nel quale due squadre sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro).

Il Debate offre una valida alternativa alla lezione trasmissiva rendendo gli studenti attivi e protagonisti del proprio processo di apprendimento. Questa metodologia ha un grande potenziale didattico: allena la mente a considerare posizioni diverse dalle proprie, permette di essere meno rigidi rispetto a personali opinioni, sviluppa il pensiero critico, sviluppa il personale bagaglio di competenze. Questa pratica didattica favorisce nei giovani la coscienza del fatto che possono svolgere un ruolo attivo nei processi decisionali e questo li aiuterà ad essere adulti più consapevoli.

Ma soprattutto il Debate può diventare una metodologia molto inclusiva perché permette di integrare e valorizzare i contributi di tutti gli studenti, anche con disabilità, BES o DSA.

Premessa

Questa metodologia rende possibile guidare i ragazzi nell’esercizio del pensiero, senza sostituirsi ad essi, permette di far sperimentare loro come la libertà del proprio pensiero, per esprimersi, abbia bisogno di una regolamentazione, come quella che il Debate prevede nelle diverse fasi di elaborazione di un’argomentazione e di discussione. Una metodologia strutturata permette agli studenti di pensare accogliendo il punto di vista dei compagni anche quando questo è diverso dal proprio.

Il Debate offre una valida alternativa alla lezione trasmissiva rendendo gli studenti attivi e protagonisti del proprio processo di apprendimento. In questo particolare momento, in cui c’è bisogno di ripensare la didattica e di proporre nuovi stimoli, adatti ai nuovi “luoghi” e ai nuovi linguaggi con cui l’apprendimento si sta misurando, il Debate offre una grande opportunità.

Gli studenti avranno l’opportunità di sperimentare nuovi modi per lavorare insieme, attraverso l’utilizzo di piattaforme per il lavoro di gruppo, nuovi modi per fare ricerca, attraverso i contenitori web di cultura, nuovi modi per organizzare il proprio lavoro e per esporre il proprio pensiero. Con il Debate è infatti possibile lavorare sulle competenze e sulla rielaborazione critica, sulle capacità espositive, espresse in tutta la varietà di linguaggi che i mezzi della DAD possono metterci a disposizione.

Questa metodologia, proprio perché metodologia attiva che rende protagonista lo studente, può divenire ancora più inclusiva nell’integrare in modo costruttivo contenuti e strumenti digitali che possano essere inclusivi e in formato accessibile.

Obiettivi

  • promuovere il pensiero critico;
  • promuovere soft skill:

- competenze digitali (conoscere le potenzialità dei dispositivi digitali per lo studio, conoscere i principali programmi di scrittura e presentazione, cercare e selezionare le fonti informative, valutandone l’attendibilità, la pertinenza, la natura) 

- competenze comunicative (saper comunicare in modo chiaro, corretto, non ambiguo, sintetico, sapendo argomentare la propria posizione) 

- competenze metacognitive(saper valutare la propria performance e comprendere come migliorare) 

- competenze sociali e civiche(saper rispettare le regole, attendere il proprio turno, ascoltare l’altro, legittimare punti di vista diversi dal proprio).

  • Permette di sviluppare:

- capacità di collaborazione dando l’opportunità di imparare a lavorare in team
- capacità di fidarsi del lavoro degli altri
- capacità di assumersi delle responsabilità.

Modalità di svolgimento

3 Momenti (preparazione, presentazione alla classe, sviluppo):

PREPARAZIONE:

1. individuazione dell’argomento e ricerca dei documenti da presentare agli studenti per illustrare la tematica.
2. Lavoro di ricerca di siti web, biblioteche digitali, consultabili a distanza, da indicare agli studenti per la ricerca dei contenuti.
3. Lavoro di studio delle potenzialità degli studenti per una equilibrata suddivisione della classe in gruppi;
4. Preparazione di materiali accessibili: definizione delle regole del Debate e preparazione delle indicazioni da fornire agli studenti, scelta della tematica da proporre, linkografia, bibliografia, indicazioni operative, immagini, schemi, mappe ecc.

PRESENTAZIONE ALLA CLASSE:

1. Presentazione alla classe del Debate, presentazione delle regole, delle fasi e dei materiali, presentazione delle fasi di svolgimento che succederanno alla presentazione dell’argomento.
2. Presentazione delle modalità di lavoro in gruppo, ad esempio piattaforma scolastica, Videoconferenza, foglio di scrittura collaborativo, presentazione interattiva (es Kialo o altro).
3. Presentazione della tematica da affrontare, comunicazione dei gruppi e assegnazione delle tesi contrapposte. Indicazione su come cercare le fonti e indicazioni bibliografiche. Le indicazioni bibliografiche devono esser date in formato digitale per essere accessibili, soprattutto se contengono link, per visitare siti e contenuti Web.

SVILUPPO DEL DEBATE:

1. Raccolta delle fonti. Gli studenti, seguendo le indicazioni del docente dovranno fare una raccolta delle fonti necessarie a supportare la propria argomentazione.
2. Organizzazione delle argomentazioni per affrontare il dibattito. Le argomentazioni dovranno rispettare alcune regole che il docente avrà già fornito nella fase di preparazione.
3. Definizione delle griglie di valutazione.
4. Dibattito finale.

Argomento e tematiche

L’argomento su cui gli studenti dibatteranno sarà individuato dalla docente e rientrerà negli argomenti che gli studenti stanno affrontando.

Docenti coinvolti

In tutte le fasi i ragazzi saranno supportati dal docente di classe e dai docenti di sostegno e personale educativo (assistenti alla comunicazione, educatori), in grado di coadiuvare i lavori garantendo l’integrazione di tutti gli studenti, anche quelli con fragilità e contribuendo alla produzione e ricerca di materiali accessibili che permettano l’inclusione e la partecipazione di tutti.

Nella fase finale, di costruzione della kermesse, sarebbe utile il supporto di un docente esperto in tecnologie digitali per l’apprendimento, che aiuterà ad utilizzare al meglio gli strumenti digitali. È possibile organizzare un dibattito fra più classi dello stesso anno, in quel caso saranno coinvolti tutti i docenti di materia e di sostegno delle classi interessate.

Tempi

Lo sviluppo vero e proprio del Debate richiede diverse lezioni per presentare l’argomento, spiegare e consegnare le regole del dibattito, definire i frame, ecc. A questo tempo va aggiunto quello necessario al lavoro di preparazione dei materiali, come la definizione delle regole della disputa, una minima bibliografia e linkografia per indirizzare gli studenti nella ricerca delle fonti, una rubrica di valutazione di esempio per guidare gli studenti alla strutturazione delle griglie che saranno da riferimento per decretare il vincitore del dibattito.

VANTAGGI

Il dibattito declinato nella DDI, utilizzando il digitale, permette di usare testi sempre accessibili, leggibili con i lettori di testo e personalizzabili, ad esempio nei font e nella spaziatura, per una lettura più agevole; permette di utilizzare diversi canali di comunicazione ed espressione: gli studenti possono scegliere le modalità che preferiscono per presentare le argomentazioni in supporto alle rispettive posizioni, possono avvalersi di immagini, possono costruire brevi video, presentazioni multimediali ecc.

Questa particolare strategia presenta agli studenti un compito autentico che consiste nella sfida in sé, ma anche nella ricerca attiva delle argomentazioni che possono essere più efficaci, questa ricerca è aperta a tutti, perché si avvale di strumenti e linguaggi che non presentano barriere; inoltre permette di valorizzare i punti di forza di ogni studente, consentendo a tutti di esprimere le proprie potenzialità; coinvolge gli studenti direttamente mettendoli nella condizione di riflettere su cosa significa confrontare opinioni opposte e su quali siano davvero le loro opinioni su un dato argomento.

Ricordiamo che la scelta della mozione da difendere non deve essere fatta per adesione personale alla mozione: questo aiuta gli studenti a comprendere la ricchezza della pluralità dei punti di vista e la relatività delle opinioni.

CONCLUSIONI

Il Debate nasce come strategia che promuove lo sviluppo del pensiero critico e delle competenze dialettiche, non nasce come strategia di per sé inclusiva ma può diventare uno strumento molto efficace in ottica inclusiva quando può avvalersi del supporto del digitale. Il Debate declinato nella DDI (didattica, digitale, integrata) offre grandi vantaggi, perché:

  • permette il continuo monitoraggio dei lavori di gruppo da parte dei docenti, perché questi si realizzano in ambienti virtuali che permettono di operare anche in modo sincrono consentendo al docente di riorientare il lavoro in itinere;
  • permette la personalizzazione dell’apprendimento perché ogni studente all’interno del proprio gruppo di lavoro avrà un ruolo ben definito che gli permetterà di esprimere al meglio le sue potenzialità e di essere protagonista;
  • avvantaggia tutti gli studenti che fanno fatica ad emergere, che restano sempre in disparte perché richiede la partecipazione attiva di tutti, ognuno nel suo ruolo;
  • di integrare, nel suo svolgimento, strategie didattiche inclusive come il “cooperative learning” e la “didattica laboratoriale”, il “problem solving”, il “peer tutoring”, ecc.
  • permette l’individualizzazione dell’apprendimento perché permette la multi-modalità e coinvolge molteplici mezzi di rappresentazione;


Il Debate in DDI quindi può rientrare a pieno titolo nelle strategie didattiche più inclusive perché rispetta le indicazioni della “progettazione universale dell’apprendimento” (PUA): favorire molteplici mezzi di rappresentazione, per dare agli studenti diversi modi di acquisire informazioni e conoscenze; utilizzare molteplici mezzi di azione ed espressione, per fornire agli studenti alternative per dimostrare ciò che sanno; proporre molteplici mezzi di coinvolgimento, per sfruttare gli interessi dei discenti e motivarli ad imparare.

Il Debate rappresenta uno degli esempi di didattica inclusiva in cui la progettazione dettagliata ha un ruolo fondamentale, questo garantisce che ogni momento progettuale possa dall’inizio essere pensato in ottica inclusiva, dalla scelta dei tempi, a quella dei mezzi e strumenti, alla scelta della formazione dei gruppi di lavoro e dei ruoli per ogni studente.

Una forte progettazione permette un maggiore controllo sui processi di apprendimento e ne garantisce il successo. Progettare avendo in mente i bisogni di tutti gli studenti è l’unico modo per garantire la partecipazione di tutti, anche di chi presenta fragilità, all’apprendimento.

Autore: Lucia Iacopini, docente  e formatrice scuola AID

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