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La scuola riparte: in che modo?

La scuola riparte: in che modo?

Ormai viene dato per certo che a settembre la scuola ripartirà il più possibile in sicurezza. In queste vacanze complesse e difficili tutte le scuole hanno lavorato perché tutto questo sia possibile. In questo articolo cercheremo di analizzare la documentazione normativa di riferimento che ha orientato questa traccia di ripartenza.

Con il Decreto Ministeriale del 26 giugno 2020 è stato adottato il Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 e il 7 agosto il MIUR ha emanato le Linee guida sulla Didattica digitale integrata.

Con queste Linee guida per la Didattica digitale integrata si è voluto dare alla scuola non solo delle indicazioni finalizzate alla gestione dell'emergenza sanitaria, ma anche finalizzate alla pianificazione metodologica.

Inoltre danno indicazioni per la stesura del Piano Scolastico di Didattica Digitale che ogni scuola dovrà elaborare e che sarà integrato nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). Il Piano dovrà essere adottato fin dal mese di settembre e negli Istituti di secondo grado sarà complementare alla didattica in presenza, mentre diventerà operativo in tutti gli altri ordini di scuola “qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti”.

Molta importanza viene data al coinvolgimento attivo delle famiglie e degli allievi; infatti è previsto che sia fornita apposita comunicazione alle famiglie, alle studentesse e agli studenti sui suoi contenuti in modo che tutte le componenti della comunità scolastica siano coinvolte. Tali accorgimenti dovranno contemplare l’esplicitazione dei canali di comunicazione da attivare qualora si dovesse tornare in condizioni di emergenza e quindi lockdown. E la famiglia diventa parte integrante nel coinvolgimento degli alunni più fragili e con bisogni educativi speciali in attività di Didattica Digitale Integrata. (1)(2)

La Didattica Digitale Integrata

Didattica integrata significa che occorre progettare e pianificare una didattica efficace anche a distanza che possa raggiungere tutti gli alunni rimuovendo ogni ostacolo di tipo economico, sociale e culturale. Inoltre ogni docente deve essere capace di utilizzare anche gli strumenti digitali non solo in vista di un’eventuale chiusura delle scuole, ma anche in classe nell’attività didattica quotidiana in presenza, sfruttando tutte le potenzialità della rete e del digitale come risorsa didattica ed educativa sempre a disposizione e complementare a tutte le altre risorse.

Viene ribadito con forza che è necessario che ogni singola scuola non disperda ciò che è stato costruito nei mesi di apprendimento a distanza ma cerchi di recuperare e diffondere le buone pratiche inclusive con lo scopo di creare degli “archivi” di attività digitale a disposizione di docenti e studenti.

Durante le attività di didattica a distanza si è compreso sia il valore della didattica in presenza e delle pratiche educative condivise sia l’importanza di evitare di riprodurre nelle attività sincrone la semplice lezione che viene proposta in presenza. Tenendo conto di questi presupposti sarà compito di ogni singola scuola creare una “cornice” metodologica e pedagogica condivisa in cui trovano spazio le attività e le proposte individuali dei singoli docenti.

Vale la pena osservare che il periodo che abbiamo alle spalle è stato anche un interessante banco di prova e di sperimentazione. Per la prima volta, la didattica digitale è entrata in misura massiccia nelle attività scolastiche, fornendo agli operatori del settore una quantità di dati osservativi che finora non erano mai stati rilevati. A una prima analisi, si è trattato senz’altro di un passaggio problematico, al quale le scuole sono arrivate talvolta impreparate. Di questo problema hanno fatto le spese in primo luogo gli studenti, ma insieme a loro anche molti docenti.

Al tempo stesso, però, in più di un’occasione questo problema si è rivelato una effettiva risorsa di valorizzazione per diversi alunni con DSA: non disponiamo ancora di dati affidabili, ma spesso è stato possibile osservare che, laddove è stata ben gestita, la didattica a distanza ha consentito di far emergere delle potenzialità che nella normale relazione di classe non sempre erano riuscite a venire fuori: è verso questa direzione che le Linee Guida per la didattica digitale integrata intendono condurre le scuole.

Infatti ogni scuola dovrà assicurare unitarietà all’azione didattica nell’utilizzo di piattaforme, di spazi di archiviazione, registri per la comunicazione e gestione delle lezioni e delle altre attività.

Dovrà essere curata la formazione dei docenti, anche attraverso reti di ambito per la formazione, webinar organizzati a livello regionale o nazionale e con appositi approfondimenti sugli strumenti per la didattica digitale e sulle modalità e procedure della valutazione a distanza.

Come sarà gestita l’organizzazione oraria?

Per quanto riguarda l’orario delle lezioni, le Linee guida precisano che, durante la giornata scolastica, dovrà essere offerta, agli alunni in DDI, una combinazione adeguata di attività in modalità sincrona (ovvero con la presenza simultantea di docente e studenti) e asincrona (attività senza compresenza simultanea: es. compiti a casa, materiali di studio, forum online), per consentire di ottimizzare l’offerta didattica con i ritmi di apprendimento, avendo cura di prevedere sufficienti momenti di pausa.

Però, nel caso in cui la DDI diventi strumento unico per garantire il servizio scolastico, a seguito di eventuali nuove situazioni di chiusura dovute a un peggioramento delle condizioni epidemiologiche, o comunque per necessità sanitarie di singoli studenti, le lezioni saranno in modalità sincrona per tutto il gruppo classe e dovrà essere garantito un orario minimo:

  • almeno 10 ore settimanali per le classi prime della primaria
  • almeno 15 ore per le altre quattro classi della primaria e le tre classi della secondaria di primo grado
  • almeno 20 ore per tutte le classi del secondo grado

A questo monte ore possono essere aggiunte ulteriori ore per piccoli gruppi e per attività asincrone.

Per la Scuola dell’Infanzia non è previsto un monte ore minimo di DDI, ma viene proposta una pluralità di modalità di contatto (videochiamata/videoconferenza), e la predisposizione di una sezione dedicata ad attività/esperienze sul sito di ogni scuola. (2)

In realtà molto di ciò che le linee guida prevedono è già stato attuato in diverse scuole. Il digitale, pur tenendo conto delle specificità di ciascun alunno, può avere una dimensione fortemente inclusiva, e gli strumenti compensativi possono aiutare gli studenti a raggiungere un’autonomia operativa. Sicuramente non sono gli strumenti digitali che rendono la didattica innovativa, ma sono le metodologie didattiche adottate e come il digitale viene utilizzato nella didattica. E a fare la differenza è la costruzione di percorsi di lavoro dove gli studenti sono liberi di confrontarsi, di sperimentare, di collaborare, di creare, di risolvere problemi, di progettare, di costruire in tempi differenziati e individualizzati.

Check list per le famiglie: suggerimenti per i genitori

Intendiamo ribadire l’importanza di un rapporto di collaborazione tra scuola e famiglia riportando alcuni passi del documento redatto l’11 agosto 2020 dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna dove viene offerto un modello di check list che può essere utile alle famiglie. Lo scrivente è infatti convinto che solo uno stretto rapporto tra scuole e famiglie, rispettando le reciproche e differenziate competenze di docenti e genitori possa aiutare a ridurre il rischio di contagi.

Le checklist possono aiutare a portare a termine una serie di procedure ed evitano che una persona debba “tenere tutto nella sua testa”. Si evita in questo modo il fatto che un’eccessiva pressione possa indurre a commettere errori.

E solo dal confronto scuola e famiglia nella compilazione di queste checklist che “sarà più facile individuare eventuali punti deboli nella progettazione della sicurezza”. Certamente focus e punti di vista diversi permettono di individuare maggiormente le difficoltà e di delineare le possibili soluzioni.

E una parte specifica della checklist è dedicata alle famiglie di alunni certificati o con disturbi specifici dell’apprendimento(3)

Lo spazio web "Rientriamo a scuola" 

E sempre per orientare la comunità educante il Ministero dell’Istruzione ha attivato sul proprio sito una nuova area, Rientriamo a scuola, proprio in vista della ripresa delle attività didattiche in presenza a partire dal 1 settembre 2020.

Questo spazio raccoglie tutti i documenti e i materiali utili per le scuole, per il personale e per le famiglie ed è in continuo aggiornamento. Una delle sezioni raccoglie le risposte alle trenta domande giudicate più significative relative al rientro a scuola a settembre per dare risposte chiare e precise ai dubbi e alle perplessità degli utilizzatori del servizio scolastico nazionale. (4)

In conclusione la differenza potranno farla le comunità scolastiche che sapranno mettersi in gioco per progettare il futuro della scuola che non potrà permettersi di trovarsi impreparata di fronte ad una nuova emergenza, ma che dovrà pensare e progettare nuove prospettive per costruire piani di miglioramento e innovazione.

Riferimenti bibliografici

  1. Piano Scuola allegato al D.M. n 39 del 26/06/2020
  2. Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia n. 80 del 03/08/2020
  3. http://istruzioneer.gov.it/wp-content/uploads/2020/08/rev-2020-ago-11-ripartenza-16-checklist-famiglie.pdf 
  4. https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/
  5. Linee guida sulla didattica digitale integrata

A cura di M. Enrica Bianchi, docente e formatrice scuola AID e Sabrina Franciosi e Paolino Gianturco, dirigenti scolastici e formatori scuola AID

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