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Alcuni consigli utili per studenti e genitori su quali criteri adottare nella scelta del percorso scolastico da effettuare entro 6 febbraio 2018

Scelta della scuola secondaria di II grado: come orientarsi?

Scelta della scuola secondaria di II grado: come orientarsi?

Fino alle ore 20.00 di martedì 6 febbraio 2018 sono aperte le iscrizioni alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado, per l'anno scolastico 2018-2019.

La scelta del percorso scolastico dopo la Scuola Secondaria di primo grado (ex scuola media) deve prendere in considerazione molti elementi diversi: non è sufficiente essere informati su quali siano le Scuole del territorio, né conoscere soltanto la qualità delle scuole o la quantità di “lavoro a casa” che richiede ciascun indirizzo di studio in termini di compiti o di studio personale.

Ci sono molti altri aspetti sui quali è fondamentale soffermarsi a ragionare, che riguardano le diversità di ogni individuo: gli interessi, i valori, le attitudini, i talenti, le prospettive, i desideri e non da ultime le esperienze scolastiche e famigliari.

Che consigli dare ai più giovani?

  • Per prima cosa seguite le vostre passioni, tenete conto delle vostre capacità e dei vostri sogni: nella vita riusciamo a fare bene le cose che amiamo e per le quali siamo motivati.
  • Siate curiosi: visitate le scuole, i saloni dell’orientamento, i siti istituzionali di orientamento e non abbiate paura di fare tante domande sull’offerta formativa proposta dalle scuole.
    (ad esempio, valutate i piani di studio e le ore di impegno, con particolare attenzione al numero di discipline del biennio e alle ore di laboratorio curricolari)
  • Cercate degli alleati: informatevi insieme ai vostri genitori, lasciatevi consigliare e confrontatevi con loro, con i vostri insegnanti, con un esperto di orientamento. Ascoltate il parere dei vostri compagni più grandi.
  • Non abbiate fretta: per decidere ognuno ha bisogno di tempi diversi.
  • Occupatevi del vostro futuro in prima persona: individuate il vostro obiettivo e costruite un progetto per realizzarlo.

Alle famiglie e ai genitori raccomandiamo di

  • Utilizzare toni pacati: nell’incertezza, i figli devono potersi sentire in grado di prendere una decisione corretta e autonoma.
  • Capire se il giudizio di orientamento dato dalla scuola rispecchia veramente le capacità e gli interessi dei vostri figli.
  • Considerare che non si compie “la” scelta, ma “una” scelta, e che non c’è niente di male nel cambiare idea; così come gli anni di scuola non sono mai “persi”, piuttosto “vissuti”.
  • Tener conto delle caratteristiche e delle volontà individuali dei vostri figli: ogni scelta va rispettata e sostenuta.
  • Informarsi sulle offerte formative: consultando i siti delle scuole; leggendo il protocollo di accoglienza DSA nel PTOF dell'istituto; partecipando agli open day insieme ai vostri figli, incentivandoli a fare domande e a esplorare gli ambienti educativi; parlando con il referente DSA della scuola (se non c’è non è un buon segno!)
  • Verificate se nella scuola esiste uno sportello di supporto per alunni con DSA.

Nel vostro percorso di scelta ricordatevi che non esiste la scuola migliore in assoluto, ma è possibile individuare quella che più si adatta a voi e che vi permetterà di raggiungere i vostri traguardi.
La scelta deve essere “personalizzata” e in un certo senso “unica”, perché unico è il significato che ognuno darà alla propria decisione.

Il diritto allo studio degli alunni con DSA è garantito attraverso la realizzazione di percorsi individualizzati nell'ambito scolastico e la fruizione di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica.

La Scuola Secondaria di secondo grado richiede agli studenti la piena padronanza delle competenze strumentali (lettura, scrittura e calcolo), l’adozione di un efficace metodo di studio e prerequisiti adeguati all’apprendimento di saperi disciplinari sempre più complessi. Tutti questi elementi possono mettere in difficoltà gli alunni con DSA, inducendoli ad atteggiamenti demotivati e rinunciatari.

Tali difficoltà possono essere notevolmente contenute e superate individuando opportunamente le strategie e gli strumenti compensativi nonché le misure dispensative adeguate.

La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano “l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari del soggetto, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate”.

La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che l’alunno può svolgere per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze, anche nell’ambito delle strategie compensative e del metodo di studio. Queste attività possono essere realizzate nelle fasi di lavoro individuale in classe o in momenti ad esse dedicati, secondo tutte le forme di flessibilità del lavoro scolastico consentite dalla normativa vigente.

La didattica personalizzata, invece, calibra l’offerta didattica e le modalità relazionali, sulla specificità ed unicità dei bisogni educativi che caratterizzano gli alunni della classe, considerando le differenze individuali soprattutto sotto il profilo qualitativo.

Per questo motivo sono previste l’impiego di una varietà di metodologie e strategie didattiche, tali da promuovere le potenzialità e il successo formativo in ogni alunno:

  • l’uso dei mediatori didattici (schemi, mappe concettuali, formulari…),
  • l’attenzione agli stili di apprendimento,
  • la calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti, nell’ottica di promuovere un apprendimento significativo.

La sinergia fra didattica individualizzata e personalizzata determina dunque, per gli alunni con DSA, le condizioni più favorevoli per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento.

La Legge 170/2010 prevede per le istituzioni scolastiche l’obbligo di garantire “l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere”.

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria, sollevando gli studenti con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo. I più noti sono:

  • la sintesi vocale: trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  • il registratore: consente allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
  • i programmi di videoscrittura con correttore ortografico: permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
  • la calcolatrice: facilita le operazioni di calcolo;
  • altri strumenti tecnologicamente meno evoluti, quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc.

Le misure dispensative sono invece interventi che consentono agli studenti di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento, e di usufruire di maggior tempo per lo svolgimento di una prova, o di poter svolgere la stessa su un contenuto comunque disciplinarmente significativo ma ridotto.

Infine, la Legge 170/2010 stabilisce che le istituzioni scolastiche garantiscano “adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari”.

Le forme di verifica e valutazione degli apprendimenti devono tenere conto delle difficoltà non solo dovute alle abilità deficitarie, ma anche quelle trasversali, come l’affaticabilità, le difficoltà nella memorizzazione, l’ansia o la capacità di pianificazione. Per questi motivi è possibile concordare una attenta calendarizzazione delle prove di verifica, sostituire o integrare una prova scritta con una prova orale, diminuire la quantità delle richieste nella prova, o adattare la struttura delle prove di verifica alle abilità degli studenti con DSA, per esempio con domande a risposta chiusa, a crocette, o a completamento.

Per tutti questi motivi, informatevi sulle pratiche relative alla presa in carico e all’accoglienza degli studenti con DSA da parte delle scuole leggendo il PTOF e chiedendo un colloquio con i referenti BES/DSA degli istituti che vi interessano. Esponete loro tutte le informazioni che ritenete necessarie e presentatevi all’appuntamento con le diagnosi e le relazioni degli specialisti in modo da poter fornire informazioni precise e dettagliate.

Andate agli incontri con i vostri figli in modo che possano fare domande e ricevere risposte da parte dei professionisti che si prenderanno cura di loro.

A cura di Susanna Giannetti, Andrea Ghersi, Michela Soldi e Cristina Gaggioli docenti e formatori scuola AID

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