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Iniziativa di solidarietà nazionale di AID a sostegno delle zone terremotate del Centro Italia

AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto

AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto
AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto
AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto
AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto
AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto
AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto
AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto
AID si fa in 4: testimonianze della prima fase del progetto

Manca poco alla conclusione della prima fase del Progetto Nazionale di Solidarietà  "AID si fa in 4" destinato a tutte le zone terremotate del primo cratere del 24 agosto 2016: in queste righe abbiamo raccolto gli ultimi sviluppi del progetto, condivisi dai referenti AID responsabili del progetto sul territorio e la testimonianza di chi ha partecipato alle attività formative.

Si sono conclusi i tre corsi di formazione per docenti ad Ascoli Piceno, Norcia e Teramo.

Grazie al sostegno del Comune di Ascoli Piceno è stato possibile, stante l’inagibilità di molti edifici scolastici, dare una sede adeguata al corso per l'Istituto Comprensivo del Tronto e Val Fluvione e le scuole collegate alla presidenza della dottoressa Palanca, corso che ha visto il più alto numero di partecipanti.

Per quanto riguarda invece la formazione nell'Istituto Comprensivo di Civitella del Tronto ringraziamo vivamente la Provincia di Teramo che ha accolto nella propria sala polifunzionale il corso per l’inagibilità dell’Istituto stesso.

A Norcia la formazione si è tenuta nei locali provvisori dell’Istituto De Gasperi - Battaglia e nonostante le notevoli difficoltà dovute alle rigide temperature di questo inverno che non ha risparmiato ghiaccio e neve alle già precarie condizioni della viabilità a seguito dei ripetuti terremoti che hanno toccato questa parte del Centro Italia, ha portato la preparazione, l’esperienza e soprattutto l’empatia dei docenti formatori AID ai propri colleghi così duramente provati.

I docenti hanno apprezzato la qualità della formazione offerta, l’ampiezza dei contenuti e dei temi trattati, a volte anche molto delicati e “spinosi” , i consigli pratici dati durante la formazione ma soprattutto la testimonianza resa dai diversi formatori che, ciascuno per il proprio vissuto, ha dato un’impronta personale agli incontri. Con questa formazione si è dato rilievo all'obiettivo primario  ovvero creare una scuola dove lo studente è posto al centro della didattica che deve essere modificata per diventare veramente efficace per tutti i ragazzi in classe non solo per quelli con disturbi specifici o difficoltà.
In questa ottica il docente è realmente il miglior mezzo compensativo per i propri allievi.

Questa la testimonianza di uno dei docenti partecipanti al corso:

L’Associazione Italiana Dislessia contribuisce con il Progetto “AID SI FA IN 4” a promuovere l’inclusione scolastica degli alunni in difficoltà, una sfida che la scuola non può più permettersi di disattendere.
Alla luce dei numeri infatti, i bambini BES e DSA sono in costante aumento ed è impossibile non prenderne atto. Prenderne atto significa soprattutto concretizzare i buoni propositi con attività pratiche attuate in classe, che rispondano alle esigenze di tutti i nostri discenti. E’questo a nostro avviso lo scopo principale dell’iniziativa AID che, interpretando le nuove esigenze createsi dopo il sisma che ha sconvolto molti paesi del Centro-Italia, cerca di offrire risposte valide ed applicabili nelle nostre realtà.

Ogni giorno noi insegnanti attingiamo dalla nostra “cassetta degli attrezzi” per costruire un ambiente di apprendimento inclusivo, alla portata di tutti. Spesso questi “attrezzi” però non sono sufficienti per raggiungere lo scopo.
Questo corso rappresenta un’opportunità per approfondire e potenziare le nostre competenze, ampliare l’offerta formativa e renderla ad hoc per i nostri ragazzi.
La forza di questo progetto sta proprio nella concretezza e nell’adattabilità delle attività che ci vengono presentate.

Oltre alla praticità del corso, ci preme sottolineare come sia calzante alla realtà nella quale il nostro Istituto è inserito. Piccoli paesini di montagna, terremotati e lontani dalle grandi città industrializzate, che vedono protagoniste molte famiglie in difficoltà. Sappiamo bene come il contesto socio-economico nel quale vive il bambino possa incidere sul suo percorso scolastico in maniera negativa. Ben vengano allora percorsi formativi di questo genere, concreti e legati alla realtà nella quale l’insegnante vive ogni giorno, in grado quindi di offrire le risposte necessarie ai docenti e conseguentemente ai nostri alunni. “

Di contro le famiglie hanno un ruolo importantissimo nel sostenere i ragazzi nel loro percorso per acquisire negli anni un efficace metodo di studio. Questo processo è lungo, sicuramente faticoso e oneroso ma va affrontato con la convinzione che un ragazzo sostenuto nel percorso di apprendimento sarà poi un uomo o una donna più sicuro e realizzato nella vita.

Sette giornate di formazione che hanno arricchito tutti grazie all’esperienza fatta di condivisione autentica e di vicinanza che è il vero motore e cuore del progetto  "AID si fa in 4" così ben interpretato dai Formatori Scuola AID che con entusiasmo hanno aderito al progetto e tenuto fede con grande generosità all’impegno preso anche quando questo ha portato a mettere in secondo piano perfino i festeggiamenti per il conseguimento della Laurea del proprio figlio.

La più alta e coinvolgente espressione di questo altruismo e dedizione si è espressa nell’esperienza di tutoraggio in aula realizzata nell’IC Amatrice attraverso il progetto Una mappa per non perdersi che ha proposto metodologie didattiche inclusive ai bambini degli ultimi due anni della scuola primaria e ai ragazzi della secondaria di primo grado.

Grazie all’intesa con il Centro riabilitativo Ria-h di Rieti è stato effettuato anche uno screening per la rilevazione precoce dei segnali di rischio per disturbi dell’apprendimento, secondo le indicazioni della Legge 170/10. 

Le attività di screening hanno visto la presenza dei professionisti del Ria-h nei plessi di Amatrice, Accumoli e Cittareale dove hanno effettuato i test standardizzati con i bambini dell’ultimo anno della scuola dell’ infanzia e del secondo anno della scuola primaria.

A breve prenderanno il via in alcuni Istituti scolastici del territorio i laboratori per l’uso di software compensativi aperti a docenti, studenti e famiglie.  

L’Associazione Italiana Dislessia continua a farsi in quattro.

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